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Tornano a prevalere le vendite sui mercati europei, Madrid e Milano giudano i ribassi

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Prevalenza delle vendite in avvio di giornata sulle principali piazze finanziarie europee reduci dalle prime due sedute dell’anno intonate al rialzo. Il Dax cede lo 0,66%, -0,94% per Parigi. Ribassi più sostenuti per Madrid (-1,63%) e Piazza Affari con il Ftse Mib in flessione dell’1,72%. Ieri buoni riscontri arrivati dalla Cina e dagli Usa. Ieri sera le minute dell’ultima riunione della Fed hanno evidenziato come solo pochi membri si sono detti contrari a nuove misure di allentamento quantitativo. Il mercato del lavoro è visto in miglioramento, anche se a ritmo lento. La Fed ha deciso di adottare una nuova strategia di comunicazione dando a partire da gennaio una maggiore trasparenza sulle previsioni sui tassi dando segnali precisi agli investitori su quali potrebbero essere le mosse future della banca centrale.  Il primo rapporto di previsione sull’economia Usa, che è stato battezzato SEP (Summary of Economic Projections) è in agenda a fine mese (la prossima riunione del Fomc è fissata per il 24-25 gennaio).
In attesa dei dati sul mercato del lavoro statunitense in arrivo venerdì, oggi l’agenda macro è abbastanza scarna con oltreoceano il dato sugli ordini industriali che a novembre sono attesi in rialzo dell’1,9% dopo il -0,3% del mese precedente.
Oggi asta di Bund decennali, spread di nuovo sotto i 500 punti base
Oggi attesa per l’asta tedesca con la Bundesbank che collocherà titoli decennali per un ammontare massimo di 5 miliardi di euro. Domani sarà il turno della Francia con il Tesoro transalpino che metterà sul mercato Oat a media-lunga scadenza (10, 12, 24 e 30 anni) per un ammontare complessivo compreso tra i 7 e gli 8 miliardi di euro.
Sull’obbligazionario risulta in calo il differenziale di rendimento tra Btp decennali e il Bund tedesco a quota 495 punti base.
A Milano Unicredit trascina al ribasso i bancari
Il listino milanese vede nella prima ora di contrattazioni una netta prevalenza delle vendite con in affanno il comparto bancario con Unicredit che guida i ribassi. Il titolo del gruppo bancario di Piazza Cordusio è arrivato a cedere oltre il 9% dopo che stamattina, prima dell’avvio delle contrattazioni, ha annunciato i dettagli dell’aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro che partirà con lunedì 9 gennaio con un maxi-sconto del 43% sul Terp (il prezzo teorico ex diritto).
Intesa Sanpaolo, Bper e Ubi Banca cedono oltre il 2%. Ribasso più marcato per Mps (-2,88%) reduce da una due giorni di forti rialzi in scia all’arrivo di Fabrizio Viola come nuovo direttore generale e alle indiscrezioni circa il piano di riassetto che prevedrebbe cessioni di attività e cartolarizzazioni per circa 1,8 miliardi. Argomenti che dovrebbero essere discussi già nel corso del cda del prossimo 12 gennaio che sancirà l’approdo di Viola alla guida della banca senese. L’intento è quello di far fronte al rafforzamento patrimoniale da oltre 3,2 mld richiesto dall’Eba evitando di ricorrere nuovamente al mercato.
Tra gli industriali indietreggia Fiat (-2,5%), tengono gli energetici con segno più per Tenaris (+0,48%) e Saipem (+0,26%).