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Torna a salire la febbre per acquisire Wind

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Seconda metà di gennaio. Ed ecco che torna a salire la febbre per acquisire Wind, il terzo gestore mobile italiano controllato da Enel. Con un tempismo non indifferente le due cordate interessate alla Cenerentola delle tlc, il team Romiti-Sawiris contropposto al fondo di private equity americano, Blackstone, presenteranno le rispettive offerte tra il 19 o 20 gennaio. Guarda caso proprio in quei giorni, secondo le voci di stampa, la società guidata da Tommaso Pompei dovrebbe presentare il nuovo piano industriale al proprio cda, piano che subito verrà esaminato dalla casa madre. Dunque per rendere più interessante l’appuntamento con i conti di bilancio, poche ore prima arriveranno sul tavolo di Paolo Scaroni le due offerte per rilevare la società di telefonia mobile. La novità più rilevante riguarda il fondo americano Blackstone, che già il 23 dicembre scorso aveva avanzato un’offerta per rilevare il 70% di Wind. Ora tornerebbe alla carica per rilevare una quota di minoranza, pare il 30%, lasciando la possibilità a Scaroni di andare avanti con il suo progetto di quotazione in Borsa della società. Ma il problema è sempre lo stesso: la valutazione di Wind. Mister Scaroni vuole tre i 12,5 e i 13 miliardi. Secondo gli analisti il prezzo giusto dell’operatore di telefonia mobile oscillerebbe invece tra i 9,6 e i 10,4 miliardi. Tirando le fila del discorso, secondo le indiscrezioni, per venire incontro alle richieste di Scaroni al fianco del fondo Usa sarebbe scesa in campo la banca d’affari Lehman Brothers per collocare sul mercato un bond ad alto rendimento per finanziare l’operazione. Blackstone riuscirà nell’impresa? La domanda resta per il momento senza risposte. Certo Cesare Romiti si è rilevato un osso duro. Il corteggiamento per Wind promette ancora scintille.