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Torna la luce sulle banche italiane, tanti gli argomenti caldi

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Il comparto bancario, dopo alcune sedute di sofferenza, sta risalendo la china a Piazza Affari trainato soprattutto dal Banco Popolare (+0,67% a 5,26 euro) all’indomani della pubblicazione dei conti 2009 che hanno visto il ritorno all’utile (267 milioni contro una perdita di 333 milioni nel 2008) per l’istituto veronese. Ieri gli ispettori del Fondo monetario internazionale, al termine di una missione in Italia, hanno fatto sapere di aver apprezzato le recenti raccomandazioni della Banca d’Italia sul rafforzamento del capitale degli istituti di credito che dovrebbero essere maggiormente incoraggiati a vendere gli asset non strategici, a conservare gli utili e a chiedere capitale al mercato. Le banche però, a detta del Fmi, continueranno a confrontarsi con un alto rischio di credito, con una bassa crescita degli impieghi e con una redditività nettamente più bassa rispetto alla fase precedente alla crisi.


I riflettori si accendono di nuovo sul comparto che si sta preparando ad accogliere le nuove regole di Basilea3, lo schema aggiornato di supervisione prudenziale, che dovrebbe partire dal 2012, che sarà più severo nel richiedere un innalzamento della qualità del patrimonio di vigilanza. Basilea3 non ha ancora preso i suoi contorni definitivi ma “credo che i regolatori avranno il buon senso di premiare quelle banche che si sono impegnate e che continuano ad impegnarsi per aumentare il credito all’economia”, ha affermato il Ceo di Intesa SanPaolo, Corrado Passera. Il top manager ha aggiunto che eventuali cambiamenti di regole in senso peggiorativo “saranno diluite nel tempo per non creare problemi all’economia in questa fase così difficile. Quando Basilea3 sarà definita potremo dire se faciliterà o peggiorerà l’accesso al credito”.

Un altro tema caldo sul piatto degli investitori è la riorganizzazione di Unicredit, oggi in salita dello 0,68% a 2,22 euro a Piazza Affari, che domani potrebbe avere un’ulteriore accelerazione dal nuovo incontro del Comitato strategico. Le Fondazioni azioniste di piazza Cordusio si preparano ad incassare la nomina di un manager che prenda le redini delle attività italiane. L’apertura dell’Ad Alessandro Profumo a questa nomina è vista con favore dal neogovernatore del Veneto, Luca Zaia. Ieri Profumo ha sottolineato che la vittoria leghista in Veneto e Piemonte non mette a rischio la realizzazione del progetto “banca unica”, con l’incorporazione in Unicredit Group delle tre banche retail, dell’attività di corporate e di quella di private banking. Alla domanda se la Lega sia adesso, tramite le fondazioni bancarie, l’azionista di riferimento di piazza Cordusio, il top manager ha risposto che “noi abbiamo azionisti in tutto il mondo”.


Qualcosa però potrebbe cambiare negli equilibri interni delle Fondazioni. Tra i grandi azionisti di Unicredit ci sono la Fondazione Cariverona, con il 4,98%, e Cassamarca (dell’area trevigiana) che ha lo 0,8% e il cui baricentro politico è ancora più spostato sul Carroccio. E anche la Fondazione Crt, azionista con il 3,7%, potrebbe risentire del nuovo scenario politico con l’elezione del leghista Roberto Cota alla guida della regione Piemonte. Un cambiamento che potrebbe anche portare al raggiungimento di obiettivi comuni, visto che il “bancone” dovrebbe essere più radicato sul territorio. Tradotto: più contatto con le piccole e medie imprese, ovvero uno dei cavalli di battaglia della Lega Nord.


Infine la percezione di miglioramento dell’economia reale potrebbe aumentare ancora di più l’interesse per i titoli del settore bancario. Infatti sia l’attività retail che il corporate stanno rallentando meno di prima. Sta tornando quindi la fiducia, supportata anche dai risultati pubblicati in questi giorni dai maggiori istituti di credito. Per concludere il quadro, a Piazza Affari sono in salita anche Mps (+0,63%), Intesa SanPaolo (+0,81%), Ubi Banca (+1,60%) e Popolare Milano (+0,48%).