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Toni Fed convincono i mercati: analisti apprezzano parole Yellen, ma volatilità rimarrà elevata

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Nuovo corso della Federal Reserve. Ieri sera la banca centrale statunitense ha aumento i tassi di interesse per la prima volta quasi dopo 10 anni segnalando la sua fiducia nella ripresa economica degli Stati Uniti e marcando la fine ad un periodo storico di politica monetaria ultra-accomodante. “La decisione di alzare i tassi di 25 punti base era ampiamente attesa, ma le conseguenze e le opportunità per gli investitori globali sono notevoli”, sottolinea BlackRock nel suo Bulletin “The Fed’s new path” ritenendo che la stretta Fed sia una buona notizia che testimonia la forza dell’economia Usa. 

Reazione positiva dei mercati a toni accomodanti della Fed 
La prima reazione dei mercati è stata positiva con le principali Borse europee ben intonate oggi con rialzi superiori ai 2 punti percentuali. Ieri chiusura a +1,45% per lo S&P 500 e +1,52% per il Nasdaq. Si muovono bene anche i mercati emergenti (+1,81% Shanghai, +0,91% il Sensex indiano). Sul forex il dollaro ha guadagnato ampiamente terreno rispetto a tutte le altre principali valute. Reazione ribassista invece per l’oro in calo di circa l’1%. 

Verso rialzi molto graduali e elevata flessibilità 
Il range dei tassi di interesse è stato alzato di 25 punti base, passando da 0-0,25% a 0,25-0,5%. Si è trattato del primo incremento dei tassi da giugno 2006 e della prima volta che il livello degli stessi sale sopra lo zero da dicembre 2008.
Nel corso della conferenza stampa il numero uno della Fed, Janet Yellen, ha ripetuto più volte il concetto della gradualità degli eventuali futuri rialzi, della flessibilità dell’istituto nell’agire in entrambe le direzioni se necessario alla luce dell’evolversi dei prossimi dati macro e di come la politica monetaria viene valutata (e resterà nel prossimo futuro) altamente accomodante. Sulla base alla mediana delle stime dei 17 membri Fed, rimarcano oggi gli esperti di MPS Capital Service, emerge che il comitato si aspetta 4 rialzi, con un valore mediano dell’1,375% per fine 2016, in linea con le stime di settembre. I 4 membri più “colombe” hanno invece come stima per fine anno intorno allo 0,9%. 

Toni Fed convincono mercati, ma volatilità dovrebbe rimanere elevata 
“La realtà è che, rispetto agli standard storici, i tassi sono estremamente bassi ed è probabile che rimarranno tali”, commenta BlackRock. Infatti, la Fed ha rimarcato ieri che la fase di normalizzazione dei tassi sarà graduale “e la natura progressiva del ciclo di rialzo dovrebbe consentire ai mercati di assorbire gli aumenti con relativa facilità“. 
“L’economia americana è chiaramente pronta per tassi più alti – commenta Jim Balfour, Senior Global Economist di Loomis Sayles – . Il FOMC ha assunto un tono ragionevole nella sua guidance indicando che il ritmo futuro dei rialzi sarà graduale e cauto fino a quando le condizioni finanziarie continueranno a restringersi. Questo atteggiamento cauto smorza le preoccupazioni degli investitori su un possibile rialzo veloce e marcato”.
“La volatilità di mercato inevitabilmente rimarrà elevata ponendo al centro dell’attenzione l’importanza della selezione degli investimenti”, sottolineano gli strategist di BlackRock. Il colosso statunitense dell’asset management continua a preferire l’azionario ai bond con preferenza per i mercati europei. 
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