Tonfo di Yukos in Borsa dopo l’asta

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Non c’è pace per la Yukos. I titoli del gigante russo ieri sono crollati alla Borsa di Mosca. In una sola seduta sono sprofondati del 25,69%. Una caduta inarrestabile per le azioni del primo gruppo petrolifero russo: soltanto sei mesi fa quotavano 9,25 dollari, ieri pomeriggio hanno terminato le contrattazioni a 0,55 centesimi. Il tracollo in Borsa è la diretta conseguenza dell’asta con cui Bajkalfoundsgroup, una fantomatica società fondata soltanto pochi giorni fa a Tver, cittadina sul Volga a 200 chilometri da Mosca, si è aggiudicata la Yuganskeneftegaz. La società ha la sua sede legale in un anonimo edificio di tre piani. Baikal ha battuto a sorpresa Gazprom nella gara per il 76,8% di Yugans, la principale divisione di Yukos, che produce quasi il 70% di tutto il petrolio del gruppo. La proprietà è stata aggiudicata per 9,348 miliardi di dollari, contro valutazioni di esperti internazionali comprese tra i 15,7 e i 18,3 miliardi. Un’asta che è stata giudicata una beffa e contro cui ha già annunciato ricorso sia l’amministratore delegato di Yukos, Steve Theed, sia i legali del socio di maggioranza, la finanziaria Group Menatep. Il timore di tutti è che dietro la sconosciuta società che si è aggiudicata l’asta ci sia in realtà la lunga mano del Cremlino.