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Tonfo di Piazza Affari, crollano le banche. Bene Campari e Ferrari

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Seduta da dimenticare per Piazza Affari con l’indice Ftse Mib che ha riportato a -25% il saldo negativo da inizio anno. Le vendite sono piovute in maniera incessante sulle banche, che hanno pagato la debole trimestrale di Commerzbank. L’istituto tedesco ha inoltre lanciato un profit warning sull’intero 2016. La peggiore di oggi è stata Mps che ieri aveva provato a rialzare la testa dopo il via libera della Bce al piano di salvataggio che prevede la cessione di un pacchetto da 9,7 miliardi di euro di sofferenze e un maxi aumento di capitale da 5 miliardi di euro. Il listino milanese è peggiorato dopo l’avvio di Wall Street, con l’indice S&P 500 che lascia sul terreno lo 0,7%. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso la seduta odierna con un tonfo del 2,76% a 16.098 punti.

Crollo verticale per i titoli del comparto bancario: Montepaschi ha ceduto il 16,10% a euro, Popolare dell’Emilia Romagna il 12,36% a 3,034 euro, Popolare di Milano il 10,29% a 0,365 euro, Banco Popolare il 10,12% a 2,15 euro, Mediobanca l’8,22% a 5,64 euro, Ubi Banca il 7,07% a 2,392 euro. Su Unicredit (-7,15% a 1,844 euro) i timori del mercato sono che l’aumento possa superare quota 5 miliardi di euro. Secondo Il Messaggero, il rafforzamento patrimoniale potrebbe arrivare a 7-8 miliardi di euro. Gli acquisti hanno invece premiato Ferrari (+2,52% a 41,52 euro) che nel primo semestre ha riportato un utile netto a 175 milioni di euro, in crescita dai 141 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. In aumento anche i ricavi, saliti del 7% a 1,48 miliardi di euro, e l’Ebitda, in crescita dell’11% a 385 milioni.

Bene anche Campari (+4,65% a 9,68 euro) che ha chiuso il primo semestre del 2016 con un utile netto pari a 67,2 milioni di euro, in calo del 13,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno a causa di rettifiche di oneri operativi principalmente attribuibili ai costi dell’acquisizione di Grand Marnier. I ricavi del gruppo del celebre aperitivo si sono attestati a 743,9 milioni di euro, in diminuzione dell’1,8% rispetto ad un anno fa. L’Ebitda rettificato è stato pari a 172 milioni di euro (+6,3%), mentre l’Ebit rettificato è salito del 5,6% a 146,4 milioni.