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Tonfo di Fideuram, debole anche SanPaolo Imi

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A Piazza Affari è stato un martedì nero per il titolo Banca Fideuram, su cui ha continuato a pesare come un macigno l’addio del direttore generale, Mario Cuccia. Tanto che verso metà giornata l’istituto guidato da Ugo Ruffolo, tramite una nota, si è sentito in dovere di fornire una spiegazione. Si è così venuto a sapere che lo stesso Mario Cuccia ha motivato le dimissioni affermando che “le motivazioni (…) risiedono esclusivamente nella non condivisione circa l’avvio di uno studio sull’eventuale allocazione, nell’ambito del gruppo, di una quota di minoranza della partecipazione in Banca Fideuram, fermo restando il mantenimento del controllo da parte di Sanpaolo Imi”. Il forte calo del titolo Fideuram ha indebolito anche l’andamento della controllante SanPaolo Imi, che ha chiuso in deciso calo. Rosso intenso anche per ST Microelectronics e Seat Pagine Gialle. Secondo gli analisti la caduta del titolo della società guidata da Luca Majocchi sarebbe stata determinata dalla violazione al ribasso di un supporto tecnico molto importante. Anche Tiscali si è distinta per le perdite accusate. Perdite che sarebbero imputabili anche nella giornata di martedì alle prese di profitto, dopo la corsa di una settimana fa. Per contro, tra i migliori titoli dell’S&P/Mib si sono messe in evidenza le banche Capitalia, Bpu e Mediobanca. Bene anche Eni, che ha seguitato a risentire degli effetti positivi della corsa dell’oro nero. Dresdner Kleinworth Wasserstein consiglia di accumulare le azioni del gruppo del Cane a sei zampe, indicando a 18,5 euro il target price. Il denaro non ha poi risparmiato l’altra blue chip del comparto petrolifero, Saipem. In salita i titoli del comparto telefonico e soprattutto Tim. Infine, all’interno del listino del Midex, Alitalia è stata nettamente penalizzata dalla lettera, mentre il cda per l’approvazione della semestrale è stato posticipato al 30 settembre dal 28, giorno nel quale era previsto.