1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

Tonfo Bitcoin, -40% da record dicembre. ESMA: investitori si preparino a perdere tutto

“Si tratta di un valore estremamente volatile, fattore che ostacola il suo utilizzo come moneta”, avverte l’Autorità europea sui mercati.

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Investitori in allerta, l’euforia sul Bitcoin è arrivata al capolinea? Sicuramente, per la criptovaluta numero uno al mondo, il 2018 non è partito bene.

La sessione odierna si conferma particolarmente negativa, con un tonfo del 12%, che porta i prezzi a bucare la soglia di $12.000, al minimo dallo scorso 5 dicembre, e a un valore in calo di oltre -40% rispetto al record testato alla metà dello scorso mese. Non va affatto bene neanche al Ripple, che scivola fino a -28%, attorno a $1,37.

Giù anche l’Ethereum, che è scambiato a $1.090,96, in flessione di oltre -18% nelle ultime 24 ore.

Non aiuta certo la dichiarazione di Steven Maijoor, presidente dell’ESMA (European Securities and Markets Authority), ovvero l’Autorità europea che vigila sui mercati e gli strumenti finanziari) che, in un’intervista rilasciata a Bloomberg, ha detto chiaramente:

“Gli investitori dovrebbero prepararsi a perdere tutti i loro soldi” investiti nel Bitcoin. “Si tratta di un valore estremamente volatile, fattore che ostacola il suo utilizzo come moneta. E si tratta anche di qualcosa di non accettato in modo ampio”.

Il Bitcoin scende fino a $11.685,24, scontando principalmente la notizia relativa al piano della Cina di bloccare l’accesso alle piattaforme di criptovalute cinesi e offshore, che permettono il trading centralizzato.

Le autorità di regolamentazione del paese, riporta un articolo di Cnbc, prenderanno di mira anche tutte quelle persone e aziende che abbiano intenzione di fornire servizi di market-making e di compensazione per il trading.

Prosegue così la fase ribassista della moneta digitale, che si allontana sempre di più dal massimo assoluto testato a dicembre a $19.343.

Mati Greenspan, analista senior presso eToro, commenta alla Cnbc che “l’impressione è che la ritirata sia legata all’assenza di acquirenti in Asia”.

Il mercato, infatti, “è dominato di solito dal Giappone e dalla Corea del Sud, ma nell’arco degli ultimi giorni, i volumi sono scesi in modo sostenuto. Questa mattina, i volumi combinati di questi due paesi sono scesi al di sotto del 30%”.

Altro particolare da non sottovalutare, è che gli investitori “coreani e i giapponesi pagano di norma un premio pari al 20% o più per ogni moneta, e ora sembra che siano diventati saggi e abbiano deciso di aspettare che il mercato si uniformi prima di tornare ad acquistare di nuovo”.

Non per niente, CoinMarketCap ha rimosso di recente i prezzi delle criptovalute che si formano sui mercati sudcoreani dal calcolo dei suoi prezzi, a causa “dell’estrema divergenza” rispetto ai prezzi del resto del mondo.

Dalla Cina è arrivato anche l’avvertimento del vice governatore della banca centrale People’s Bank of China, Pan Gongsheng, che ha detto che il governo dovrebbe continuare ad agire per vietare il trading delle monete digitali.

Le innovazioni pseudo-finanziarie che non hanno alcun rapporto con l’economia reale non dovrebbero essere sostenute”.