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Tonfo di Atlantia a minimi in quattro anni: Toninelli parla di nazionalizzazione Autostrade. Ed è alert per mezzo miliardo di costi

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Una nuova stangata su Autostrade – dunque sulla controllante Atlantia e a sua volta sulla famiglia Benetton – arriva da Danilo Toninelli, ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture del governo M5S-Lega.

Intervistato da Il Corriere della Sera, Toninelli apre a una nazionalizzazione di Autostrade per l’Italia, reputandola  “conveniente”, perchè “ricavi e margini tornerebbero in capo allo Stato attraverso i pedaggi, da utilizzare non per elargire dividendi agli azionisti, ma per rafforzare qualità dei servizi e sicurezza delle nostre strade”.

Già alle prese con la minaccia della revoca della concessione – su cui il governo M5S-Lega, a seguito della tragedia di Genova provocata dal crollo del ponte Morandi, continua a insistere -, pronta a sostenere nuovi costi (il mezzo miliardo di euro che l’AD Giovanni Castellucci ha annunciato che verrà utilizzato per la costruzione del nuovo ponte in acciaio, la demolizione di alcuni palazzi, gli indennizzi ai residenti, alcuni lavori sulla viabilità di Genova), Atlantia riceve un’altra mazzata e crolla a Piazza Affari, dopo un bel rimbalzo che per ora sembra circoscritto alla sessione di venerdì.

L’azione non è riuscita a fare prezzo nei primi minuti della seduta odierna di Piazza Affari, con un calo teorico superiore a -9%. Entrata nelle contrattazioni, è scivolato dell’8% circa, per incrementare nuovamente le perdite fino a oltre -9%, attorno a 17,54 euro.

Si tratta di valori che non si vedevano da quattro anni circa, esattamente dall’ottobre del 2014.

Il valore di mercato della società capitola a 14,47 miliardi contro i 20,5 miliardi di lunedì 13 agosto, prima del crollo del ponte Morandi a Genova, quando il titolo aveva terminato la sessione a 24,88 euro.

Tra l’altro la proposta di Danilo Toninelli non è caduta nel vuoto, ricevendo una certa apertura dal vicepremier Matteo Salvini: “Studiando i bilanci di Autostrade sì”, ha risposto nel corso di un’intervista rilasciata ad Agorà estate (Rai3) sull’idea del ministro:

“Poi io sono a favore di compresenza e sana competizione tra pubblico e privato. Sono contento che gli italiani possono scegliere tra scuola pubblica e privata, tra sanità pubblica e privata, e anche infrastrutture: se Autostrade ha incassato 3 miliardi e oltre dai pedaggi ci si aspetta che la gente non cada dopo aver pagato. All’estero sono gestite in maniera pubblica e addirittura gratuita: non ho ancora abbastanza elementi per dirvi faremo così faremo cosà, ma posso dire che quel che per i Governi passati era Bibbia, per noi non è intoccabile“, ha continuato Salvini.

Dal canto suo Toninelli, nell’avanzare la proposta della nazionalizzazione, ha detto che “la vecchia politica ha portato lo Stato ad abdicare prima al suo ruolo di gestore e poi a quello di efficace controllore, tuttavia le responsabilità sostanziali sulla tenuta strutturale delle opere sono del concessionario”.

Salvini ha tenuto a fare anche una precisazione in merito a quella che è stata definita dalla stampa italiana e internazionale come l’inizio di una vera e propria guerra contro i Benetton.

Io non sono pro o contro Autostrade, pro o contro i Benetton: i privati nel 90 per cento dei casi fanno bene, penso ai privati che gestiscono la sanità, ai privati che gestiscono le scuole paritarie, che se non ci fossero sarebbe un disastro, in questo caso il privato ha fatto un disastro ed è molto ben pagato”.

Parole meno aggressive di quelle rilasciate nei giorni precedenti, che confondono però ulteriormente gli investitori su quelle che sono le vere intenzioni del governo sulla revoca della concessione ad Autostrade.

A tal proposito, gli analisti di Equita ricordano che “per Atlantia la concessione di Aspi incide per circa il 40% dell’ebitda post-minorities del gruppo con 20 anni di vita residua, che sarebbero dovuti salire a 24, quindi una negoziazione sulla continuazione del contratto è fondamentale per evitare lo scontro legale, la soluzione più negativa“.

Uno scontro legale che, se ci fosse, potrebbe sfociare in una vera e propria battaglia campale, come ha scritto anche La Stampa:

“Autostrade si prepara alla battaglia. Sul piatto metterà le dimissioni dell’AD“.

E si  parla di “battaglia campale” tra il governo italiano e la società che fa capo ai Benetton, anche nel caso dell’addio di Giovanni Castellucci.

Spiega Matteo Indice su La Stampa:

“L’azienda mette sul piatto un ponte nuovo in tempi che così rapidi non potrebbe ovviamente rispettare nessuno, e per dribblare le lungaggini di un appalto affiderà tutto quel che può a sue controllate. Propone aiuti alle famiglie delle vittime e a chi dalla ricostruzione subirà un contraccolpo. (E sebbene la riflessione sia in pieno svolgimento, potrebbe in un futuro prossimo offrire le dimissioni del suo ad (…) Se tuttavia a questo pacchetto non corrisponderà una mitigazione della linea fin qui percorsa dal premier Giuseppe Conte, la guerra sarà totale“.

C’è inoltre anche quella cifra da 500 milioni a pesare sulla performance del titolo Atlantia: sono i 500 milioni di euro che l’AD Giovanni Castellucci ha promesso alla città di Genova, risarcimenti esclusi:

Così La Repubblica:

“C’è di cattivo che 500 milioni di risorse destinate a Genova – per quanto come dice il vice premier Luigi Di Maio siano “un’elemosina” per risarcire il capoluogo ligure e le sue vittime – sono comunque il 42% dei profitti 2017 di Atlantia (1,17 miliardi) e oltre la metà dei dividendi distribuiti (989 milioni). Secondo i dati di Bloomberg, Atlantia vale in Borsa un multiplo di 13 volte gli utili attesi nel 2018. Il conto è alquanto grossolano (perché si dovrebbe tener conto del risparmio sulle tasse di questo mezzo miliardo, così come del costo del finanziamento) ma all’appello potrebbero quindi mancare 6,5 miliardi di capitalizzazione, cioè 500 milioni per 13, che in realtà il titolo in Borsa ha già perso perché il mercato tende sempre ad anticipare gli eventi”, fa notare ancora il quotidiano.

Il tonfo di Atlantia ha un effetto domino anche su altri titoli del comparto, come Autostrade Meridionali, Sias e Astm.

Tra le dichiarazioni del ministro Toninelli relative alla tragedia di Genova, attenzione a quella con cui il ministro ha precisato che, sulla Gronda, “è in corso l’analisi costi benefici. Non abbiamo pregiudizi, ma solo la volontà comune di fare bene senza sprecare un solo euro“.