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Tokyo nervosa dopo BoJ, confermati stimoli ma aumentano acquisti di ETF. Il Messico segue la Fed alzando i tassi

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Freno a mano tirato per le principali Borse europee in avvio dell’ultima seduta della settimana in scia alla debolezza di Wall Street. Ieri gli indici statunitensi hanno ceduto circa l’1,5% annullando di fatto i guadagni di mercoledì post-Fed. A pesare sull’umore dei mercati ha contribuito il ritorno della debolezza del petrolio, ritornato a ridosso dei minimi a 7 anni con Wti sotto la soglia dei 35 dollari al barile. 
L’indice Dax di Francoforte cede così lo 0,49%, mentre a Piazza Affari il Ftse Mib limita i cali allo 0,38% a quota 21.441 punti. 
 
Seduta movimentata per Tokyo
In calo anche la Borsa di Tokyo con l’indice Nikkei sceso dell’1,9% a quota 18.986,80 punti una seduta movimentata dalla decisione di politica monetaria della Bank of Japan. Il listino nipponico si era impennato salendo fino a +2,7% dopo l’annuncio dell’aumento degli acquisti di ETF a 300 miliardi di yen l’anno per poi ritracciare sulle parole del governatore della BoJ, Haruhiko Kuroda, che ha specificato come le misure adottate non rappresentano un ulteriore stimolo monetario.
 
BoJ conferma stimoli monetari ma aumenta ammontare acquisti ETF
In generale la Bank of Japan (BoJ) ha confermato il proprio programma di stimoli monetari. L’istituto guidato da Kuroda ha mantenuto invariato l’ampliamento della base monetaria al ritmo annuale di 80 mila miliardi di yen. Decisione in linea con le attese. La Bank of Japan ha  però annunciato che aumenterà l’ammontare degli acquisti di exchange-traded funds (ETF) e allungherà la scadenza delle obbligazioni acquistate (da 7-10 anni a 7-12 anni) al fine di incoraggiare gli investimenti nell’economia. Il nuovo programma, approvato con 6 voti favorevoli e 3 contrari, prevede quindi di aumentare l’acquisto di ETF di 300 miliardi di yen (2,45 miliardi di dollari) l’anno. Il programma inizierà con l’acquisto di ETF che hanno come sottostante l’indice JPX-Nikkei Index 400.
“L’economia giapponese continua a recuperare in maniera moderata – spiega la BoJ nella nota odierna – sebbene le esportazioni e la produzione risentano del rallentamento delle economie emergenti”.
 
Il Messico segue la Fed e alza tassi per la prima volta dal 2008 
Intanto arrivano le prime azioni di altre banche centrali a seguito del rialzo dei tassi apportato dalla Fed. Il Banco de Mexico, la banca centrale del paese sudamericano, ha deciso ieri sera di aumentare il costo del denaro per la prima volta dal 2008 nonostante l’inflazione bassa e la relativamente lenta crescita economica. Il tasso di interesse overnight è salito di un quarto di punto percentuale al 3,25%, in linea con le attese di mercato e che segue il rialzo dei tassi da parte della Fed deciso il giorno precedente.