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Tobin Tax: il Parlamento europeo da’ il via libera

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A larghissima maggioranza ( 533 sì, 91 no e 32 astenuti) il Parlamento europeo ha dato il via libera alla cooperazione rafforzata tra 11 paesi europei da attuarsi tramite l‘introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie (TTF). I Paesi del Vecchio continente che avevano proposto di lanciare una cooperazione rafforzata per  l’istituzione di una tassa sulle transazioni finanziarie sono Austria, Belgio, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Italia. Complessivamente rappresentano circa il 90% del Pil dell’Eurozona.
In attesa di capire se l’Olanda deciderà di seguire gli altri 11 Paesi, con questo passaggio l’Europa ha gettato le basi per centrare il target di 60 miliardi di gettito atteso dall’introduzione della norma. Ma non solo. Il Parlamento europeo aveva infatti chiesto da tempo l’introduzione di una TTF per attribuire maggiori responsabilità agli operatori finanziari nella risoluzione della crisi da loro causata e per scoraggiare comportamenti eccessivamente rischiosi nel futuro.
“Non è una soluzione risparmiare al settore finanziario una tassa, quel settore che oggi sta beneficiando della crisi. Ritardi nel realizzare questa tassa significano meno soldi per le persone normali”, aveva dichiarato la relatrice Anni Podimata (S&D, EL) durante il dibattito di martedì. Anche per questo, nel testo uscito dal Parlamento i deputati hanno sottolineato che il fine ultimo da perseguire rimane l’introduzione di una TTF a livello mondiale.
Ottenuto il consenso del Parlamento, per lanciare definitivamente la procedura è ora necessaria l’approvazione a maggioranza qualificata da parte del Consiglio. Una volta superato il passaggio formale al primo Consiglio utile, successivamente la Commissione dovrà preparare la proposta specifica. Tra i 27 Paesi della Comunità Europea, Gran Bretagna, Svezia e Polonia hanno tuttavia già apertamente manifestato la propria contrarietà. Questo elemento potrebbe ripercuotersi negativamente sull’iter della norma in quanto per passare all’Ecofin è richiesta l’unanimità.  
Algirdas Semeta, commissario Ue per  la Fiscalità e l’unione doganale, l’audit e la lotta antifrode, ha dichiarato di accogliere “con favore il sostegno che il Parlamento Europeo ha dato alla cooperazione 
rafforzata sulla TTF”. E proprio la necessità di raggiungere l’unanimità di voto all’Ecofin ha spinto il commissario a sollecitare “i Ministri dell’Economia e delle Finanze a fare di questo tema una priorità del prossimo anno e a dare il via libera necessario perché la TTF possa procedere”.
Rimane da capire come possa essere trovato un accordo che accontenti le varie parti. Mentre la Francia già da alcuni mesi ha introdotto la sua Tobin Tax, l’Italia della finanza in questi giorni sta aspettando con ansia di capire come verrà strutturata la norma che dal 2013 dovrebbe entrare in vigore. Peccato che tra gli 11 Paesi che avevano lanciato l’idea di una creazione di una cooperazione rafforzata, la Germania sembra essersi già defilata ventilando la possibilità di ritardare l’introduzione della tassa al 2016.
Le diversità di trattamento fiscale che si verrebbero a creare, lo stesso vale per l’Inghilterra, potrebbero spingere altre nazioni a non votare a favore della TTF. In gioco vi sono infatti le sorti dei rispettivi sistemi finanziari nazionali e la mancanza di un’uniformità legislativa potrebbe penalizzare coloro che già hanno attuato la norma. E con esso naufragherebbe il miraggio di racimolare i 60 miliardi di euro annui di gettito stimato.