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Tobin Tax: in arrivo dal 1° marzo 2013, colpiti anche stranieri e HFT

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In attesa del voto finale, oggi il Parlamento ha varato l’ultima versione della Tobin Tax. Le modifiche apportate rispetto alla struttura inizialmente proposta sono state molteplici, a iniziare dalla data di esordio della tassa. L’entrata in vigore sarebbe dovuta essere il 1° gennaio 2013, ora l’introduzione è slittata al 1° marzo 2013. Tra le novità principali che hanno contribuito ad ammorbidire la struttura iniziale, allargando così la base che sarà assoggettata alla norma, vi è il fatto che l’imposta sarà dovuta indipendentemente dal luogo di conclusione della transazione e dallo Stato di residenza delle parti contraenti. Nella sostanza, anche gli investitori esteri pagheranno la Tobin Tax se vorranno impiegare le loro risorse in Italia.

Uno dei temi che più preoccupavano i trader italiani nelle scorse settimane vi erano le aliquote previste dalla norma. L’ultima versione ha fissato un prelievo dello 0,12% sulle transazioni azionarie effettuate nei mercati regolamentati. Tale soglia rimarrà valida nel periodo tra il 1° marzo e il 31 dicembre 2013. Dal 2014 l’aliquota sarà abbassata allo 0,1%. Per le negoziazioni nei mercato Otc (over the counter, ossia non regolamentati) l’aliquota sarà dello 0,22% da marzo 2013 e dello 0,2% dal 2014. La Tobin Tax esclude invece i market maker, elemento che dovrebbe andare a favore della liquidità del mercato finanziario italiano, e le negoziazioni di azioni di società aventi una capitalizzazione inferiore ai 500 milioni di euro, riferita alla media nel mese di novembre dell’anno precedente a quello in cui avviene il trasferimento di proprietà. In questo caso è evidente lo spunto preso dalla Tobin Tax francese. Parigi ha fissato una soglia di 1 miliardo di capitalizzazione sotto la quale la tassa non viene applicata.
 
Alla chiusura di ieri sarebbero 79 le società colpite dalla tassazione. Non solo quelle del Fstse Mib ma anche società appartenenti ad altri panieri come la romana Acea, che a ieri capitalizzava 915 milioni di euro o  la veneta Cattolica Assicurazioni con 624 milioni. La Tobin Tax colpirà anche alcune multinazionali tascabili della borsa italiana come Piaggio (729 mln) e Danieli (894 mln le ordinarie, 506 le Rnc).
 
La novità più significativa, almeno in un’ottica di reale volontà di arginare la speculazione internazionale, fa tuttavia riferimento a una terza aliquota di tassazione inserita nella Tobin Tax. A partire dal 1° marzo 2013 per gli scambi sulle azioni e dal 1° luglio 2013 per le operazioni sui derivati, gli high frequency trading saranno obbligati a pagare un tassa dello 0,02% al controvalore degli ordini annullati o modificati che abbiano superato determinate soglie nel rapporto ordini eseguiti/ordini immessi.

Il livello di tassazione diverso per il periodo 2013 rispetto a quello che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2014 è dovuto allo slittamento dell’entrata in vigore della norma rispetto al 1°gennaio 2013. Il Parlamento ha alzato la soglia per cercare di centrare il target di gettito, previsto nel piano di budget a 1 miliardo di euro per il prossimo anno.