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TLTRO, soldi gratis Bce soprattutto a banche italiane. Redditività a rischio con fine aste

In attesa della decisione della Bce, l’FT approfondisce la questione del programma con cui sono stati iniettati miliardi di euro a costo zero agli istituti europei. Stando ai dati della …

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Le banche italiane sono quelle che, più di tutte, hanno beneficiato dell’aiuto della Bce noto come TLTRO. Lo dimostra uno stesso grafico della Bce riportato dal Financial Times.

Il quotidiano ricorda che il programma TLTRO è un’arma tra le più importanti presenti nell’arsenale dell’istituto guidato da Mario Draghi.

Cosa sono i finanziamenti TLTRO

Si tratta, letteralmente, delle ‘targeted longer-term refinancing operations”, operazioni attraverso cui vengono elargiti finanziamenti alle banche per periodi che durano fino a quattro anno.

Come si legge nel sito della Bce, attraverso le banche ricevono finanziamenti a condizioni attraenti. Obiettivo: stimolare i prestiti bancari all’economia reale.

Due sono le serie di TLTRO lanciate dalla Bce: nell’ultima serie TLTRO II, iniziata nel giugno del 2016, si parla di quattro operazioni di finanziamento a favore delle banche che possono essere erogate a tassi di interesse bassi quanto il tasso sui depositi presso la Bce, ovvero pari a -0,4%.

TLTRO e l’obiettivo della Bce

Con il TLTRO, l’intento della Bce è stato alla fine non tanto di prestare, ma di dare direttamente liquidità agli istituti, a condizione che questa venisse poi utilizzata principalmente per finanziare il credito alle piccole e medie imprese e non per speculare sul mercato dei bond o mercato immobiliare.

E lo scorso 23 marzo la Bce ha indetto ultima asta TLTRO, che ha fatto praticamente il pieno.

Come ricorda il Fimancial Times, con la sua ultima asta, la Bce ha iniettato più di 200 miliardi nel settore bancario dell’Eurozona, con un tasso di interesse a zero che in alcuni casi è sceso anche a -0,40%, per l’appunto, a seconda dell’attività di prestiti delle banche. “Si è trattato dello stimolo (del TLTRO ) più generoso”.

TLTRO soprattutto a banche minori Eurozona

Intervistato dal quotidiano Huw van Steenis, responsabile globale della strategia presso Schroders, ha fatto notare che i principali beneciari del programma sono stati gli istituti della periferia dell’Eurozona più piccoli, le cosiddette banche di secondo e terzo livello.

Il che significa che, secondo l’esperto, “la loro redditività probabilmente sarà quella più colpita dalla fine degli aiuti concessi”. A soffrire saranno “soprattutto le banche più piccole, che hanno minori capacità di finanziarsi sui mercati”.

In una recente analisi di Fitch riportata dall’FT, si legge tra l’altro:

“Diverse banche sono strutturalmente non redditizie senza i finanziamenti a tassi agevolati della Bce”.

E Christian Scarafia, co-responsabile della divisione di Banche europee occidentali dell’agenzia di rating Fitch, ha precisato inoltre che “alcune di loro (banche italiane) sono in perdita anche con i finanziamenti della Bce a tassi agevolati”, ovvero, appunto con i TLTRO.

TLTRO: effetti su banche italiane per Fitch

Secondo Fitch, tra l’altro, i finanziamenti TLTRO da parte della Bce alle banche italiane hanno avuto anche ripercussioni sul problema dei crediti deteriorati:

“La debole qualità degli asset in Italia è certamente il grande problema del paese e l’accesso ai finanziamenti a tassi agevolati della Bce significa che le banche hanno potuto continuare a operare senza affrontare il problema della qualità degli asset in un modo più decisivo”.

Complessivamente, le banche europee hanno ricevuto con lo schema 760 miliardi di euro di finanziamenti, molti dei quali derivano dai quattro round del programma di LTRO più recente lanciato nel marzo del 2016.

Stando ai dati della Bce relativi alla fine di aprile, le banche italiane sono quelle che hanno ricevuto la fetta più grande dei prestiti, per un valore superiore a 250 miliardi, quasi un terzo del totale; la Spagna ha ricevuto 173 miliardi di euro, le banche francesi 115 miliardi e le tedesche 95 miliardi.