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Tlc: affondo di Calenda contro tariffe a 28 giorni, verso emendamento in Manovra

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Diventa sempre più concreta l’ipotesi di un emendamento alla Manovra 2018 sulla questione tariffazione a 28 giorni nel settore tlc. Il ministro Carlo Calenda ieri ha preso una posizione netta contro tale tendenza emersa nell’ultimo anno e che sta continuando nonostante il divieto posto dall’Agcom. “E’ una cosa che va messa a posto il più rapidamente possibile, perché è una cosa inaccettabile”, ha dichiarato ieri il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda.

Emendamento nella legge di bilancio e fatturazione mensile anche per telefonia mobile
Emendamento nella Legge di Bilancio chiesto a gran voce dalle associazioni dei consumatori. “L’intervento del legislatore è urgente per la semplice ragione che in questo momento, in violazione della delibera 121/17/CONS dell’Authority delle Comunicazioni, i consumatori stanno pagando per la telefonia un aumento delle tariffe dell’8,63%, ma nessuna legge attualmente in vigore prevede che quei soldi siano poi obbligatoriamente restituiti ai clienti”, rimarca Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Se vogliamo evitare lunghi contenziosi legali e class action – aggiunge Dona – la legge non solo deve estendere la fatturazione mensile anche alle pat tv e alla telefonia mobile ma deve anche prevedere l’immediata restituzione dei soldi ai consumatori”.

Codacons chiede anche una maxi-sanzione
“Sulla vicenda delle fatturazioni a 28 giorni il Governo è colpevole di un ritardo intollerabile che sta pesando sulle tasche dei cittadini, costretti a pagare di più per bollette non più mensili ma ogni 4 settimane”, attacca il Codacons. “Il Governo dovrebbe passare ai fatti, considerato che l’Agcom ha espressamente vietato la fatturazione a 28 giorni, e nonostante tale divieto società telefoniche e pay-tv si stanno facendo beffe degli utenti e dello Stato Italiano – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – Il comportamento illegittimo degli operatori va avanti da mesi, e non capiamo cosa si aspetti ancora ad elevare una maxi-sanzione nei confronti delle società scorrette e adottare provvedimenti a tutela degli utenti, i quali stanno pagando milioni e milioni di euro in più a causa di fatture fuorilegge”.

Rincari dell’8,6%
La tariffazione a 28 giorni, che dal 1 ottobre è scattata anche per i clienti SKY, rappresenta di fatto un rincaro delle tariffe. In pratica c’è una mensilità in più da pagare con aumenti annui nell’ordine dell’8,6%. Su tale questione si è espressa l’Agcom che ha vietato tale pratica per quanto concerne la telefonia fissa e potrebbero arrivare multe salate anche sul caso Sky. Dal canto loro le tlc hanno contestato la delibera dell’Agcom e il Tar del Lazio dovrà esprimersi a riguardo nell’udienza di febbraio 2018.