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Titoli di Stato, il Tesoro pensa all’Online

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In tempi di crisi il Dipartimento del Tesoro sta studiando il modo più efficace per entrare in contatto con gli investitori privati. Il ministero sta infatti valutando nuove modalità di collocamento diretto dei titoli di Stato per i risparmiatori retail già dal 2012.

L’obiettivo è quello di permettere di sottoscrivere i bond all’emissione senza recarsi fisicamente in banca, sfruttando i sistemi di trading on line offerti dagli intermediari accreditati ad operare sul Mot, mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di stato istituito nel 1994 e ora la più grande piazza telematica di obbligazioni e titoli di Stato in Europa per contratti conclusi e per controvalore scambiato.

A rendere nota l’iniziativa allo studio è stata oggi Maria Cannata, , direttore generale del debito pubblico presso il Tesoro, in occasione di un convegno tenuto a Palazzo Mezzanotte nell’ambito della nona edizione del Trading Online Expo.

Pur evidenziando come “la domanda domestica, istituzionale e privata, ha sostenuto soddisfacentemente le emissioni di titoli di Stato anche nelle fasi di turbolenza sui mercati internazionali”,Cannata si è detta consapevole che “le sfide del mercato e l’evoluzione tecnologica impongono miglioramenti continui”.Il progetto aprirebbe una nuova stagione sia per gli investitori privati che per lo Stato stesso.

Se i primi infatti avrebbero di fatto un rapporto più diretto e immediato con questi strumenti, il Tesoro potrebbe beneficiare di questa scelta abbassando il costo di raccolta. L’attuale sistema si basa infatti sul collocamento tramite asta, competitiva o marginale. In entrambi i casi sono fissati i volumi dell’emissione ma non il prezzo.

Per decidere ora il valore di vendita del debito italiano, il procedimento attuale dell’asta marginale è questo: in una fase iniziale vengono fatte pervenire le proposte dagli acquirenti; successivamente vengono aggiudicate le quantità di titoli richieste ai prezzi unitari più alti, con attribuzioni in ordine decrescente sulla base del prezzo unitario offerto; infine si fissa un unico prezzo di aggiudicazione per tutte le offerte accettate, pari al più basso dell’ultima offerta soddisfatta.

Con l’introduzione del nuovo sistema lo Stato ridurrebbe di fatto un passaggio, quello della raccolta ordini da parte delle banche. Il costo di questo canale dovrebbe smettere di incidere sul rendimento netto riconosciuto agli investitori, permettendo una riduzione proporzionale anche degli oneri per lo Stato.

Quella proposta da Maria Cannata appare dunque una proposta valida, una strategia win-win. Non solo per Stato e investitori privati ma anche per Borsa Italiana, che così vedrebbe crescere ulteriormente gli scambi sul Mot. Senza contare che per una volta l’Italia si distinguerebbe come Paese guida nell’innovazione tecnologica, strizzando l’occhio ai risparmiatori più giovani e meno legati al tradizionale canale bancario.

Riccardo Designori
Ufficio Studi Brown Editore

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