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Titoli di Stato: un terzo del debito europeo non è eleggibile per gli acquisiti Bce

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Si attenua la pressione sul comparto equity e sebbene le borse europee continui a non brillare, i principali indici segnano performance positive. Sul secondario dei titoli di Stato la domanda di bond si affievolisce e lascia spazio alla risalita dei rendimenti.

Il Btp decennale prezza uno yield dell’1,26% portando lo spread contro il Bund di pari scadenza a 143,7 punti base.

Oggi la Spagna ha collocato sul mercato circa 5,5 miliardi di debito a medio lungo termine. Il tasso registrato in mattinata dal Bonos decennale è di circa l’1,19%. Anche lo Stato francese ha emesso titolo per 10 miliardi, con un tasso sul decennale allo 0,16 per cento.

Nel frattempo Reuters ha pubblicato una nota in cui ricorda che circa un terzo dei bond sovrani dei Paesi europei non rientrerà nel paniere di acquisti della Banca Centrale europea nell’ambito del Quantitative Easing condotto da Francoforte.

Più di 2.300 miliardi di euro di bond (pari al 31,45% del totale dell’eurozona) offre un rendimento inferiore al -0,4%, valore riferimento per il tasso dei depositi Bce e limite inferiore per gli acquisti in ambito Qe.

Successivamente alla Brexit la percentuale dei titoli che non rientrano nei parametri del paniere è salita rispetto al mese precedente, con gli investitori spinti dal voto britannico a ricercare rendimenti nei c.d. “heaven asset”, nell’ipotesi di nuove mosse espansive della Bce.