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Titoli di Stato: pressioni sulla periferia, Portogallo penalizzato da ritardo riforme strutturali

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Sul secondario dei titoli di Stato si allarga lo spread fra i Btp a dieci anni e i pari scadenza del governo tedesco. Nonostante la seduta ancora estiva i scambi registrati sono superiori rispetto a quelli delle ottave precedenti.

La pressione di vendita che pesa sul comparto dei governativi arriva dal Portogallo. Secondo i dati forniti da Bloomberg gli ordini in lettera prevalgono su tutta la “Periferia” europea, ma in particolare sul Portogallo, mentre la Spagna assorbe meglio anche rispetto all’Italia.

Nella penisola Iberica il Portogallo sta pagando il prezzo dei ritardi nell’attuazione delle riforme strutturali necessarie al rilancio economico del Paese. La Spagna sembra ormai uscita dall’impasse politico, che ha lasciato il Paese senza governo per 8 mesi, e gli investitori sembrano esser tornati a scommettere sull’economia.

Dall’altro lato il governo socialista portoghese ha preso una serie di provvedimenti espansivi che vanno nella direzione opposta rispetto alle riforme strutturali necessarie per rilanciare l’economia.

La Spagna fa meglio anche dell’Italia, perché meglio posizionata da un punto di vista macroeconomico
e politico. Gli investitori attendono l’esito del referendum costituzionale in autunno, che ad oggi rappresenta un’incognita per la tenuta del governo italiano.

Cruciale in questo senso sarà anche la revisione del rating il prossimo 16 settembre da parte di Dbrs, che potrebbe tagliare il giudizio sul debito sovrano italiano, ad oggi ancora nella classe A per l’agenzia canadese.