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Titoli di Stato: ombrello Bce gonfia la bolla, rendimenti sui minimi anche per le scadenze più brevi

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Il clima di maggior propensione al rischio dei mercati finanziari continua a farsi sentire sul mercato obbligazionario.

Nell’asta odierna dei titoli del Tesoro italiano il rendimento del Bot è sceso al nuovo minimo storico di -0,190%, aggiornando il precedente minimo di -0,176% di metà luglio.

Sempre questa mattina i Bund sono stati assegnati a un rendimento negativo dello 0,09 per cento, violando il precedente minimo storico di -0,05% raggiunto nell’asta del 13 luglio.

Anche sul mercato secondario la scarsa offerta ha fatto scivolare gli yield sui minimi da oltre un anno. Il rendimento sul benchmark Btp a 10 anni è sceso stamane sotto 1,10% (fino a 1,09%) per la prima volta da marzo dell’anno scorso, quando fu registrato il minimo storico di 1,04%, in concomitanza con il lancio del quantitative easing della Bce.
Complici gli acquisti della Bce e la scarsa offerta prevista per agosto anche il Bonos decennale spagnolo e il Gilt hanno toccato i minimi storici, rispettivamente nella sessione di ieri e di oggi. La carta spagnola prezza oggi un rendimento dello 0,94% mentre il Gilt ha un ritorno di 0,517%.
Secondo gli esperti i movimenti cui stiamo assistendo si verificano a causa dei volumi sottili tipici delle settimane ferragostane. In questo quadro di scarsa domanda e scarsa offerta le mosse della Bce si fanno sentire in maniera più amplificata del solito. Gli strategist sostengono che a sostenere il mercato del debito sovrano sono le speculazioni sulle Banche Centrali, che dovrebbero mantener la politica di tassi bassi ancora a lungo. 
A 4 anni dalla storica frase “Whatever it takes” di Mario Draghi possiamo affermare che l’obiettivo di stabilizzazione dei rendimenti dei Paesi Periferici sia stato raggiunto. Gli investitori non esigono più il premio al rischio di credito pre-2012 e i rendimenti obbligazionari si stanno portando in territorio negativo di conseguenza. 
Le sue parole hanno agito come un interruttore del circuito di avversione al rischio e i mercati dei titoli governativi europei ne hanno beneficiato, insieme al sistema finanziario. Tuttavia oggi gli investitori si chiedono, cosa ne sarà quando l’interruttore della Bce verrà spento, e le misure intraprese ormai quattro anni fa verranno sospese?