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Tiscali: operatori, giudizio Fitch fa gioco a chi vuole le attivita’ del gruppo

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Pomeriggio difficile per il titolo Tiscali, che cede l’1,12% a quota 2,82 euro a pochi minuti dalla chiusura dopo la diffusione del rating Fitch sul debito della società, pari a “CCC+” con outlook negativo per il lungo termine. Il rating non è stato richiesto dalla società, ma è stato emesso da Fitch “a titolo di servizio per gli utilizzatori dei sui rating”. Una dichiarazione importante: Tiscali aveva infatti richiesto l’emissione di un rating sul debito a due case specializzate, e quest’avvertenza sgombra subito il campo dai dubbi. Chi sono gli utilizzatori ai quali fa riferimento la casa di rating? “Le categorie che possiamo prendere in considerazione in questo caso sono sostanzialmente quattro” fa sapere un analista di settore che preferisce non essere citato. “La società, che ha subito escluso e che ha anzi manifestato il proprio disappunto; le banche, che non hanno però bisogno di aspettare l’agenzia di rating per monitorare la propria la posizione creditoria e gli azionisti di minoranza, sicuramente interessati. L’ultima categoria è frutto di una riflessione più profonda. L’emissione di un rating non positivo come quello di Fitch indebolirà il titolo se non dovesse succedere niente di positivo nei prossimi giorni, anche se nessuna informazione contenuta nella nota emessa è nuova. Tutto ciò che si trova scritto è già ampiamente conosciuto dagli investitori, ma il giudizio sintetico negativo (“CCC+”, ndr) emesso da una casa di rating è una sorta di incentivo al mercato a comportarsi in un certo modo. A tutto vantaggio di coloro che hanno messo gli occhi sulla società o su parte di essa. I grandi ‘incumbent’ sulla scena europea, gli ex monopolisti della telefonia tra i quali anche Telecom Italia, da qualche tempo non fanno mistero di voler crescere al di fuori dei confini nazionali, e le attività della società sarda sono un ottimo boccone per consolidare la presenza in ciascuno dei maggiori paesi europei. In sostanza questo potrebbe essere un primo passo per influenzare le decisioni strategiche del board di Tiscali in merito alla decisione di mettere in vendita parti del gruppo, perché ora il mercato ha preso realmente coscienza che senza nuova liquidità i bond in scadenza a metà del 2005 non verranno rimborsati. Una moral suasion che potrebbe arrivare al cda passando per il mercato”.