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Timori Pil e debito. Falco Ue chiede a Italia 4 miliardi subito e manovra per 2018

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L’economia italiana cresce, sebbene a un ritmo che rimane contenuto e per certi versi anche inferiore. Stando a quanto reso noto dall’Istat nelle sue stime preliminari, nel primo trimestre del 2017 il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è salito dello 0,2% su base trimestrale e dello 0,8% su base annua. Su base annua, il Pil è dunque rallentato, se si considera che nel quarto trimestre del 2016 la crescita era stata dell’1%.

L’indebolimento conferma di nuovo come la terza economia dell’Eurozona stia ancora arrancando nel tentativo di rafforzare i propri fondamentali economici. Da segnalare come lo scorso anno, la crescita italiana sia stata di appena lo 0,9%, praticamente la metà, in media, rispetto al Pil dei 19 paesi dell’Eurozona, e successiva al rialzo dello 0,8% nel 2015.

L’Italia ha continuato a sottoperformance l’area euro anche nel primo trimestre del 2017, visto che il Pil aggregato relativo all’intero blocco è salito dello 0,5% (rispetto al +0,2% dell’Italia) e dell’1,7% su base annua (contro il +0,8% in Italia).

Con un tasso di crescita così basso, è improbabile secondo gli economisti che l’Italia riesca a ridurre il tasso di disoccupazione o a erodere il suo debito massiccio.

Debito massiccio che, stando ai dati di Bankitalia resi noti nella giornata di ieri, ha testato ad aprile un nuovo record (per non parlare dei dati allarmanti relativi alle pressioni inflazionistiche).

A tal proposito, La Repubblica segnala come l’Ue si stia preparando a sferrare un nuovo attacco all’Italia attraverso i falchi capeggiati dal vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, che si oppongono ai toni da colomba del commissario agli Affari economici Pierre Moscovici.

Se Moscovici vorrebbe infatti chiudere di nuovo un occhio di fronte alle pecche che i conti pubblici italiani presentano, secondo Dombrovskis Roma dovrebbe lanciare per il 2018 una manovra correttiva pari allo 0,6% del Pil Praticamente, scrive il quotidiano, “una decina di miliardi”.

Ma non solo: il numero due della Commissione europea vorrebbe anche i soldi indietro dall’Italia: 4 miliardi, ovvero lo 0,25% del Pil, 4 miliardi: la parte dei 19 miliardi di sconto che l’Ue ha concesso all’Italia lo scorso anno legata all'”impegno di aumentare gli investimenti rispetto al 2015″.

Il punto è che tale risultato non è stato raggiunto e Dombrovskis vuole che questi 4 miliardi vengano recuperati, e subito. “Pena una procedura sui conti pubblici italiani in autunno, il commissariamento che il governo vuole evitare a tutti i costi (anche perché infiammerebbe i mercati)”.

Un tale scenario, secondo fonti del quotidiano, dovrebbe tuttavia avere poche probabilità di concretizzarsi, mentre il rischio di una manovra nel 2018 non è stato ancora scongiurato.

Tornando al dato relativo al Pil italiano diffuso dall’Istat, da segnalare che il primo trimestre del 2017 ha avuto due giornate lavorative in più sia rispetto al trimestre precedente, sia al primo trimestre del 2016. La variazione congiunturale è “la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’industria e di un aumento sia in quello dell’agricoltura, sia in quello dei servizi”.

Dal lato della domanda, “vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta“, si legge nella nota, che continua facendo notare che nello stesso periodo il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,6% in Germania, dello 0,3% in Francia e nel Regno Unito e dello 0,2% negli Stati Uniti. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,1% nel Regno Unito, dell’1,9% negli Stati Uniti, dell’1,7% in Germania e dello 0,8% in Francia.