I timori di recessione fermano il petrolio

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Il prezzo del greggio ha proseguito nel ritracciamento, iniziato venerdì scorso, dopo lo sfondamento di quota 100 dollari al barile con cui è stato inaugurato il 2008. Sui mercati asiatici le quotazioni dell’oro nero sono scese al di sotto di area 97,50 dollari. La violazione della soglia “storica”, sebbene il record in termini reali del prezzo del petrolio si attesti a 101,70 dollari al barile raggiunto nel 1980 secondo le stime dell’Agenzia internazionale per l’energia (Eia), ha aperto la strada alle prese di beneficio e a un allentamento della presa della speculazione, uno degli imputati principali della corsa dell’oro nero secondo i Paesi membri dell’Opec. I quali non sembrano disposti a intervenire sulle quote di produzione nella prossima riunione che si terrà a Vienna il primo febbraio e tantomeno a convocare riunioni straordinarie.


“Il problema non è lo scarso rifornimento”, aveva dichiarato venerdì scorso il direttore degli Affari internazionali della National Iranian Oil Company, Ghanimifard. Un concetto ribadito dal presidente di turno del cartello dei Paesi produttori, l’algerino Chakib Kehlil, che in un’intervista alla France Presse ha indicato i responsabili dello sfondamento di quota 100 dollari nelle tensioni che attraversano Pakistan e Nigeria, nella discesa delle scorte Usa e nella speculazione. “Il mercato appare sufficientemente approviggionato” ha dichiarato Kehlil, così che non c’è bisogno di aumentare la produzione, salvo che diverse decisioni vengano prese nella riunione di febbraio dell’Opec”.

D’altronde la violazione dei 100 dollari per barile di petrolio non sembra un punto di arrivo per la corsa dei prezzi. Secondo lo stesso presidente di turno dell’Opec “la corsa proseguirà nel corso del primo trimestre dell’anno per stabilizzarsi durante il secondo timestre”.


Niente più che un ritracciamento temporaneo, dunque, stimolato anche dall’accrescersi dei timori di una recessione degli Stati Uniti d’America dopo i negativi dati sul mercato del lavoro resi noti venerdì scorso.

Commenti dei Lettori
News Correlate
USA

Wall Street: scambi misti sul mercato futures dopo Pil deludente

Futures misti sulle piazze americane dopo la pubblicazione del dato sul Pil annualizzato del primo trimestre 2017. L’economia statunitense è cresciuta al ritmo più debole degli ultimi tre anni nei primi tre mesi dell’anno. Questa dinamica è stata det…

Russia: banca centrale taglia i tassi al 9,25%

La banca centrale russa ha deciso di tagliare il tasso chiave portandolo dal 9,75% all’attuale 9,25 per cento. I mercati si attendevano un taglio, ma stimavano una discesa al 9,50 per cento. “L’inflazione si sta muovendo verso il target fissato, le a…

Elezioni Francia: Macron avanza nei sondaggi, a lui il 60% dei voti

Il candidato centrista Emmanuel Macron avanza nei sondaggi. Secondo l’ultima indagine Opinionway-Orpi per Les Echos e Radio Classique, Macron batterebbe nel secondo turno delle elezioni presidenziali in Francia la rivale Marine Le Pen con il 60% dei …

Inflazione Eurozona torna ad accelerare, aumentano pressioni su Bce

L’inflazione della zona euro torna ad approcciare il target del 2% perseguito dalla Bce mostrando inoltre una decisa accelerazione ad aprile della componente core, ossia l’inflazione di fondo, salita ai massimi a quasi 4 anni. Indicazioni che vanno a…