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Timori crescita Usa frenano i listini, oggi riflettori su vertice di Roma

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Giovedì molto difficile per Wall Street che ha chiuso le contrattazioni in forte ribasso sui crescenti timori legati all’andamento dell’attività economica. Archiviata una delle peggiori sedute del 2012 con il Dow Jones che ha chiuso in calo dell’1,96% a 12.573,57 punti, -2,33% dello S&P 500 a 1.325,51 e -2,44% del Nasdaq a 2.859,09 punti. Debolezza dettata dai deboli riscontri macroeconomici arrivati nel pomieriggio di ieri. In particolare l’indice Philadelphia Fed è sceso da -5,8 a -16,6 punti e le vendite di case esistenti sono passate da 4,62 a 4,55 milioni. Infine dal mercato del lavoro le richieste settimanali di sussidi si sono attestate a 387 mila con attese a 380 mila.
Petrolio ai minimi a oltre 8 mesi, a New York in affanno bancari e oil
Sulla Borsa di New York debole il settore petrolifero complici i minimi a oltre 8 mesi toccati dalle quotazioni del Wti sotto quota 80 dollari al barile. In deciso calo anche i testmonial del comparto bancario. L’agenzia di rating Moody’sha declassato 15 banche globali, tra le quali 5 statunitensi: Goldman Sachs da Aa3 ad A2, JPMorgan da Aa1 ad Aa3, Morgan Stanley da A1 ad A3, Bank of America da A2 ad A3 e Citigroup da A3 a Baa2.
Oggi vertice di Roma. Monti: il 29 in gioco futuro Eurozona
La giornata di oggi vede in primo piano il vertice di Roma voluto da Monti e che prevede la presenza della cancelliera tedesca Angela Merkel, del presidente francese François Hollande e del primo ministro spagnolo Mariano Rajoy. Il programma è stato anticipato a metà giornata con la conferenza stampa finale che dovrebbe essere alle 16 circa rispetto alle ore 20 previste originariamente per permettere alla cancelliera tedesca di assistere in serata al match di quarti di finale degli Europei tra Germania e Grecia.
“Dobbiamo convincere i mercati che l’euro sarà indissolubile”. Così Mario Monti nel’intervista concessa a “La Stampa” e altri 5 quotidiani europei (Le Monde, El Pais, Süddeutsche Zeitung, The Guardian e Gazeta Wyborcza). L’appuntamento clou è tra 7 giorni a Bruxelles. In caso di fallimento, rimarca Monti, si determinerebbe un accanimento speculativo nei confronti dei Paesi più deboli e anche verso quelli meno deboli, come l’Italia, che sono in linea con i parametri europei ma che si trascinano un alto debito dal passato. Secondo Monti sono due gli obiettivi irrinunciabili del vertice di settimana prossima: “Occorre assolutamente che ci sia una prospettiva di medio termine di rafforzamento dell’integrazione, in modo che tutti gli europei sappiano dove vanno e i mercati possano convincersi che c’è e sarà rafforzata con ulteriori passi la volontà di rendere la moneta unica indissolubile e irrevocabile. L’altra cosa necessaria è un insieme di misure realizzabili, nell’assetto attuale sia dei Trattati che delle istituzioni, misure più efficaci per dare stabilità finanziaria all’eurozona”.

Fmi: crisi eurozona a uno stadio critico, Bce deve essere più audace
Intanto ieri sera il Fmi ha ammonito l’eurozona rimarcando coma la crisi ha ormai raggiunto una stadio critico con banche e mercati dei titoli di Stato sotto forte stress in molti paesi. Tra le possibili soluzioni indicate dall’istituto di Washington ci sono l’Unione bancaria, l’introduzione di una limitata forma di debito comune e una politica monetaria più audace da parte della Bce. Secondo l’Fmi la Banca centrale europea ha spazio sia per un ulteriore allentamento monetario classico sia attraverso misure non convenzionali nel caso la situazione lo renda necessario.