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Timori Bce: crescita a rischio per rialzo petrolio e volatilità mercati

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La Banca centrale europea (Bce) continua a mantenere la guardia alta in un clima di costante incertezza. Destano particolare attenzione per l’Istituto di Francoforte le prospettive di crescita nell’area euro perché “sono soggette a rischi verso il basso, legati a un impatto maggiore della rivalutazione del rischio nei mercati finanziari sul clima di fiducia e sulle condizioni di finanziamento, a ulteriori rincari del petrolio e delle materie prime. È questo in sintesi uno dei passaggi salienti dell’ultimo bollettino mensile di novembre pubblicato oggi dalla Bce, che cita oltre a questi rischi anche “i timori di spinte protezionistiche e di possibili andamenti disordinati connessi agli squilibri mondiali”.


La crescita sostenuta dell’economia reale per Eurolandia nella prima metà del 2007 è proseguita anche nel terzo trimestre. “Sebbene la volatilità dei mercati finanziari –  afferma la Bce nel consueto bollettino mensile – sembri avere contribuito negli ultimi mesi a un peggioramento degli indicatori del clima di fiducia dei consumatori e delle imprese dell’area, questi permangono generalmente su livelli superiori alle medie storiche e continuano a segnalare il perdurare di una crescita sostenuta. Per l’Eurotower, in generale, i fondamentali dell’area restano solidi: gli utili e la redditività delle imprese esibiscono dinamiche sostenute, l’occupazione mostra una crescita robusta e la disoccupazione è scesa a livelli non osservati da venticinque anni.

Se i fondamentali rimangono solidi, è l’aumento in ottobre dell’inflazione armonizzata, che secondo la stima dell’Eurostat ha raggiunto il 2,6% (il valore più elevato da due anni), a destare le maggiori preoccupazioni. In attesa dei dati disaggregati per le componenti dell’indice, che saranno disponibili a metà novembre, in base alle informazioni disponibili le componenti principali all’origine dell’incremento dell’inflazione sarebbero quelle dei beni energetici e degli alimentari trasformati. Secondo la Bce, l’ulteriore contributo dell’energia è dovuto principalmente all’effetto sull’inflazione del calo dei prezzi dei beni energetici nello stesso mese dello scorso anno, mentre i recenti rincari del greggio sarebbero stati in parte compensati dall’apprezzamento del tasso di cambio.


Le previsioni disponibili per il 2008 seguitano a confermare lo scenario principale secondo cui la crescita dell’economa si attesterebbe in prossimità del suo livello potenziale. Tale scenario si basa sulle prospettive di tenuta dell’economia mondiale e sulle attese che la crescita delle economie emergenti compensi l’indebolimento della congiuntura americana. Tuttavia, in considerazione del potenziale impatto di una prolungata volatilità dei mercati finanziari e della rivalutazione dei premi al rischio sull’economia reale, il livello di incertezza circa questo scenario, sostanzialmente favorevole, rimane alto.