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Tim, Ubs taglia il target price del 5,5% a 5,1 euro

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Tripletta di Tim. Dopo Citigroup, Goldman scatta il turno di Ubs. Il broker in una nota datata 13 settembre ha abbassato del 5,5% il target price dell’azione, portandolo a 5,1 euro dai precedenti 5,4 euro, un valore che implica comunque un upside del 14% rispetto alla quotazione attuale. Mentre la raccomandazione è stata confermata a buy(titolo da comprare). Ma non è una contraddizione? “Durante le ultime settimane, Tim sembra aver perso il favore del mercato, una performance comune a tutto il comparto della telefonia mobile”, dice Valentina Romitelli, esperta della casa d’affari. “Siamo dell’idea che il rating attuale di Tim sia giustificato perché il titolo rappresenti realmente un’opportunità di acquisto grazie al rendimento del 6% del dividendo che gli permette di essere ben protetto da un rischio di downside”. La perdita riportata in America Latina è stata le goccia che ha permesso al broker di rividere le previsioni di utile per azione. “Abbiamo tagliato le stime di Eps 2004 e 2005 dell’8% e del 6%, principalmente a causa degli scarsi risultati dalle attività in America Latina colpa del cambio non favorevole e delle più alte perdite in quell’area derivanti delle più aggressive spese nel marketing e nella pubblicità”, spiega l’esperta. Uno spiraglio per Tim c’è. “Pensiamo che un catalizzatore come un rifinanziamento potrebbe arrivare presto. Tim è un chiaro candidato per incrementare il suo payout, attingendo per esempio da un buyback di azioni”, conclude Valentina Romanelli.