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Tim nella rete del Credit Suisse, tagliato tp a 4,7 euro

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Si annunciano tempi difficili per Tim. Parola del Credit Suisse. Il broker in una nota odierna non ha dubbi: mantiene la posizione neutral sulla firma della telefonia mobile italiana, ma taglia il target price a 5,25 euro dai precedenti 4,70. “Continuiamo a suggerire di evitare i mercati della telefonia cellulare almeno per i prossimi dodici mesi a causa dello sconvolgimento competitivo”, sostiene B. Spincer, analista della merchant bank. “Questo rischio è maggiore in Gran Bretagna e Scandinavia. 3 è molto più disgregante sui prezzi delle cellulari che sulle tariffe, e vediamo spazio per i 4 operatori in Italia, contrariamente al mercato inglese. Tuttavia, i rischi derivanti dal business model 3 sono probabilmente la chiave da considerare sulla performance delle azioni Tim: limitano l’upside del titolo”. Ecco perché il Credit Suisse ha confermato il rating, non il target price di Tim. “Probabilmente Tim dovrà copiare la politica della concorrente 3 e lavorare a proteggere i margini, continuando a perdere quota a vantaggio di 3 quest’anno. Abbiamo quindi abbassato le stime di Tim sui ricavi al 3,3% e di utile netto del gruppo al 4,9% nel 2005 e al 7,6% nel 2006”, spiega l’esperto del Csfb. Tutto grigio dunque? Non proprio. “Siamo dell’idea che la competizione in aumento in Italia e in Brasile si è già riflessa nella sottoperformance del 7% di Tim a differenza delle altre tlc europee durante gli ultimi tre mesi”, aggiunge Spencer. “Tim continua a incrementare i dividendi, migliorando il potenziale upside in termini di ritorno totale”, conclude l’analista del Csfb.