Threadneedle rimane positiva sui mercati azionari

Inviato da Massimiliano Volpe il Gio, 21/08/2014 - 13:21
La parola allo strategist. Secondo Mark Burgess, responsabile degli investimenti di Threadneedle i mercati finanziari hanno evidenziato un andamento generalmente positivo nel 2014, ma le performance obbligazionarie hanno superato le aspettative. Tuttavia, gli interrogativi che all'inizio dell'anno preoccupavano maggiormente gli investitori sono rimasti perlopiù irrisolti.

Il punto sui mercati. "È sempre interessante andare a riguardare le nostre previsioni dell'inizio dell'anno. A dicembre 2013 ritenevamo che, con il normalizzarsi della politica monetaria, i driver di performance si sarebbero spostati dalla liquidità ai fondamentali. Pensavamo che il divario tra le valutazioni delle azioni e quelle dei titoli a reddito fisso avrebbe continuato a normalizzarsi all'aumentare dei rendimenti obbligazionari. Nell'ambito del reddito fisso, prevedevamo che le obbligazioni societarie avrebbero probabilmente sovraperformato le emissioni sovrane, ma non ci aspettavamo una grande rotazione a scapito dei titoli obbligazionari," chiarisce Burgess. "Pensavamo tuttavia che i mercati emergenti sarebbero rimasti volatili. Per quanto riguarda il nostro posizionamento, all'inizio dell'anno siamo rimasti sovrappesati sulle azioni, sulle obbligazioni societarie e sugli investimenti immobiliari. Da allora, abbiamo ridotto alcune delle nostre posizioni azionarie. Sul fronte azionario, continuiamo a privilegiare il mercato britannico e quello nipponico, conclude l'esperto di Threadneedle.

La strategia futura. Per il futuro Threadneedle evidenzia che rimarrà sovrappesati sulle azioni, poiché ritiene che in termini di dividend yield e di rendimento del cash flow disponibile, le prospettive di incremento restino interessanti. Chiaramente, è in atto una ripresa della crescita economica e gli utili societari restano solidi. Decisamente solidi restano anche i bilanci delle società, tanto che si assiste a livello mondiale a una frenetica ripresa dell'attività di fusione e acquisizione a livelli ben più alti di quelli osservati in precedenza, a dimostrazione di un aumento della fiducia dei dirigenti societari.





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