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Tesla: turni infernali e meno Buy sul titolo, Musk sempre più nervoso

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Nuove indiscrezioni, nuovi problemi per Elon Musk. Secondo quanto riportato da Bloomberg infatti nel tentativo di raggiungere i 5.000 model 3 alla settimana il numero uno della società americana starebbe stressando esageratamente la linea produttiva.

 

Recenti testimonianze di alcuni dipendenti parlano di turni di 12-16 ore di lavoro, un vero e proprio inferno. Alcuni dipendenti parlano di “sguardi da zombi” all’interno delle fabbriche, con operai costretti a camminare tra i liquami nel reparto verniciatura, al fine di mantenere la linea di produzione in funzione.

 

E sempre Bloomberg riporta anche la notizia che la società americana starebbe spostando gli operai da altre linee produttive a quelle del Model 3. I dubbi degli investitori sulla tenuta del modello di business di Tesla si sommano e riguardano eventuali problemi sulla linea produttiva, visto le risorse inferiori poste sugli altri modelli, che potrebbero portare al rischio di un crescente numero di modelli difettosi. Altro problema potrebbe poi venire anche dalle nuove batterie usate da Tesla e prodotte da Panasonic. A lungo Tesla ha usato batterie Panasonic 18650, ma per la Model 3 ha scelto di usare batterie più grandi, per avere maggiore autonomia, le Panasonic 2170.

 

Sempre secondo indiscrezioni, queste sarebbero più grandi delle precedenti, generando difficoltà nella fase di impacchettamento all’interno dei veicoli. Ciò ha portato per un certo periodi di tempo a cambiare la procedura e a montare le batterie a mano.

 

Insomma, quel che emerge è che il nervosismo di Elon Musk legato alla necessità di dimostrare al mercato che Tesla sia in grado di raggiungere gli obiettivi dichiarati, sta di fatto portando a surriscaldare la linea produttiva e questo potrebbe generare diversi problemi non solo di sicurezza all’interno dell’azienda, ma anche di prestigio in termini di brand.

 

Analisi fondamentale: cresce la schiera dei sell e si assottigliano i buy

Fonte: Bloomberg

In ogni caso, vero o false che siano queste indiscrezioni, che Tesla stia perdendo il favore del mercato è abbastanza evidente. Nel grafico sotto avere l’evoluzione storica negli ultimi anni delle percentuali di buy, hold e sell (fonte: Bloomberg). Si vede chiaramente che a partire da fine 2015, inizio del 2016 gli analisti che consigliavano di vendere hanno incrementato il numero a scapito di quelli che consigliano di comprare. Situazione completamente opposta rispetto agli anni precedenti.

 

Attualmente, di 32 analisti che seguono il titolo, 10 sono buy e 12 consigliano hold. 10 però raccomandano di vendere. Una situazione di equilibrio dunque tra buy e sell. Il target price medio è di 314,9 dollari, con un rendimento potenziale leggermente negativo del 1,2%.

 

Analisi Tecnica: 300 dollari soglia di supporto fondamentale

Fonte: Bloomberg

Da un punto di vista tecnico il titolo ha evidenziato forte volatilità nell’ultimo mese tornando a 300 dollari per poi rimbalzarvi. I corsi comunque non sono riusciti a superare i 325 dollari e la media mobile 200 periodi, primi livelli di resistenza importante.

 

Importante che abbia tenuto sia la trend line rialzista di breve periodo, sia la fascia di prezzo compresa tra il supporto a 300 dollari e il 38,2% di Fibonacci a 294 dollari. A questo punto importante per Tesla superare i 325 dollari in chiusura, per rimettere nel mirino i massimi storici. Negativo invece sarebbe la rottura della fascia di prezzo su citata, con supporti a 265 e 250 dollari.