1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

Tesla: il boom della produzione riporta il titolo sui massimi storici

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

L’hanno data per fallita tante volte e invece Tesla da inizio anno guadagna il 21%, sovraperformando l’indice di riferimento NYSE FANG circa del 10 per cento.

È stato un 2018 travagliato ma tutto sommato positivo per Tesla. Il gruppo americano è stato sull’orlo del baratro a causa delle difficoltà nella produzione della Model 3. Guardando al presente invece, il colosso della auto elettriche sembra aver cambiato marcia: l’azienda infatti ha fatto registrare un profitto record di ben 311,5 milioni di dollari nel terzo trimestre del 2018. Risolvendo le grane alla produzione, solo da luglio a settembre sono state costruite circa 50.000 vetture Model 3, con un profitto di circa il 20% su ogni esemplare venduto. Complessivamente, le unità prodotte dal brand californiano sono stata 80.000 unità, il numero più alto di sempre per l’azienda di Elon Musk.

Dal lato fondamentale, dei 37 analisti che seguono il titolo (fonte Bloomberg), 13 propendono per l’acquisto, 10 suggeriscono il mantenimento in portafoglio e ben 14 sono posizionati su un giudizio negativo. Il target price medio è pari a 333,17 dollari, prezzo che incorpora una perdita potenziale del 9,6% rispetto alle attuali quotazioni.

Analisi Tecnica: scalda i motori per il test dei massimi storici

L’hanno data per fallita in tanti e in barba ai gufi, il titolo Tesla è ormai quasi tornato sui massimi storici in area 389 dollari. Tra l’altro, e va sottolineato, in piena divergenza con gli altri titoli dell’indice NYSE FANG Index che hanno visto cali anche marcati negli ultimi mesi. Il segnale positivo in particolare Tesla lo ha dato al superamento della resistenza statica collocata a 324,6 euro. I prezzi dopo il break si sono arrestati a 350 dollari, effettuando il pull back per poi riprendere la strada del rialzo. In tale scenario 389 dollari è il livello da infrangere per proseguire al rialzo verso quota 450 e superiori. Al ribasso invece il supporto fondamentale è quello collocato a 300 dollari, dove passa anche il 38,2% del ritracciamento di Fibonacci dell’uptrend avviato a febbraio del 2016. Il break di tale livello aprirebbe verso 265 e 236 dollari.