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Terremoto: blocco tasse e niente new town, governo chiederà a UE di non conteggiare spese emergenza in deficit

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l Consiglio dei Ministri di ieri sera ha apportato le prime

misure in risposta al terremoto del centro Italia stanziando i primi 50 milioni
di euro. Inoltre il ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan ha predisposto il
blocco delle tasse per i cittadini dei paesi colpiti dal terremoto del 24
agosto
che secondo gli ultimi dati ha provocato ben 268 morti e migliaia di
sfollati.

Il primo ministro Matteo Renzi ha precisato che non sarà
seguito il modello delle new town adottato per il terremoto dell’Aquila. Verrà
quindi lanciato il piano “Casa Italia” che prevede la ricostruzione di paesi e
borghi con interventi “il più veloce possibile e decisi insieme ai
sindaci”.

L’elenco dei comuni esentati da pagamento tasse
Palazzo Chigi ha diramato l’elenco dei Comuni nei quali il terremoto ha
provocato danni strutturali di gravità tale da impedire l’assolvimento degli
obblighi fiscali da parte dei cittadini. Nell’ordine sono: Arquata del Tronto
(AP), Acquasanta Terme (AP), Montegallo (AP), Montefortino (FM), Montemonaco
(AP) nelle Marche; Montereale (AQ), Capitignano (AQ), Campotosto (AQ), Valle
Castellana (TE), Rocca Santa Maria (TE) in Abruzzo; Accumoli (RI), Amatrice
(RI) Umbria Preci (PG), Norcia (PG), Cascia (PG), Monteleone di Spoleto (PG)
nel Lazio.

In attesa di avere dei dati più chiari circa i potenziali
costi del terremoto tra soccorsi e ricostruzione, l’Italia chiederà all’Unione
Europea che i soldi spesi per l’emergenza e la ricostruzione non vengano
conteggiati in ottica sforamento deficit.
“Siamo davanti a circostanze
eccezionali. Non credo ci siano dubbi nemmeno in Europa. Sarebbe importante che
restassero fuori anche i soldi che spenderemo per prevenire queste
tragedie”, ha rimarcato il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio,
in un’intervista al Corriere della Sera. Per mettere in sicurezza tutte le
costruzioni italiane
si stima un investimento complessivo di  360 miliardi di euro. “Nel lungo periodo
non solo ce la possiamo ma ce la dobbiamo fare – sottolinea Delrio – . Anche
perché solo tra il 2010 e il 2012 abbiamo speso 4 miliardi di euro per riparare
i danni”.