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TerniEnergia: utile netto in aumento del 4% a 6,3 milioni nei primi nove mesi

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TerniEnergia ha chiuso i primi nove mesi del 2014 con un utile netto in crescita del 4% a 6,3 milioni di euro dai 6 milioni dello stesso periodo del 2013. In calo del 29,5% i ricavi, che si sono attestati a 32,4 milioni di euro dai 45,9 milioni di dodici mesi fa attribuibile in prevalenza, si legge in una nota, al decremento dei ricavi da Epc fotovoltaico dovuto al ritardo nella partenza dei due cantieri del Sudafrica, causato dal rinvio del financial closing disposto dalle autorità governative sudafricane.

Il margine operativo lordo (Ebitda) si è attestato a 15,3 milioni di euro (+71%) rispetto agli 8,9 milioni registrati al 30 Settembre 2013. Il risultato operativo netto (Ebit) è risultato invece pari a 8,3 milioni (4,4 milioni al 30 Settembre 2013), in crescita del 90%, dopo ammortamenti pari a 5,9 milioni per effetto dell’aumento del numero di impianti detenuti in piena proprietà dal gruppo (4,6 milioni al 30 Settembre 2013) e svalutazioni su immobilizzazioni immateriali, costituite da autorizzazioni acquisite in esercizi precedenti per la realizzazione di impianti fotovoltaici, per complessivi 1,1 milioni di euro. La posizione finanziaria netta è pari a 155,6 milioni dai 135,2 milioni di fine 2013.

“I risultati del Gruppo nel terzo trimestre confermano un andamento tendenziale in linea con gli obiettivi che abbiamo anticipato alla comunità finanziaria per l’intero esercizio 2014, con una previsione di utile netto di circa 6 milioni di euro e il target di riduzione della posizione finanziaria netta di circa un terzo”. Così Stefano Neri, presidente e amministratore delegato della società. “Con il riposizionamento strategico del Gruppo TerniEnergia, conseguente all’acquisizione di Free Energia e allo sviluppo del business nei settori dell’energy management e dell’energy efficiency, abbiamo impostato e già intrapreso una nuova fase di crescita come ‘smart energy company’, con possibilità sempre maggiori in mercati altamente competitivi. Siamo confidenti che questa impostazione strategica sia idonea a produrre positivi effetti di natura industriale e finanziaria nell’attuale contesto, contribuendo a consolidare la positiva chiusura dell’esercizio in corso”.

Il Cda ha inoltre approvato la proposta di allargamento del board da sette a nove membri, con l’indicazione di Sergio Agosta e Umberto Paparelli per la nomina ad amministratori da parte dell’assemblea ordinaria degli azionisti.