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Terna guida la discesa delle utilities, titolo torna sotto quota 2,20 euro

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Giornata molto difficile in Borsa per le utilities. A guidare i ribassi c’è Terna che cede oltre il 7% a quota 2,1625 euro, non lontana dai minimi di inizio ottobre (2,0425 euro) che corrispondono con i minimi dal luglio 2006. Il decreto legge anti-crisi prevede il blocco degli incrementi tariffari legati all’inflazione. Equita Sim stima impatti per il settore pari a circa il 3% dell’ebitda e il 6-7% dell’utile, con impatti più limitati per Terna (2%) e solo per il 2009, “ma riteniamo aumenti il rischio regolatorio per Snam e Terna, anche se l’effetto per le due società sarà limitato2, sottolineano dalla sim milanese. Intanto oggi per Terna è arrivata la bocciatura da parte di Jp Morgan. La raccomandazione sulla società che gestisce la rete elettrica italiana è scesa a “underweight” con prezzo obiettivo a quota 2,85 euro dai 2,95 indicati precedentemente. “Il downgrade – si legge nel report di Jp Morgan – fa seguito alla performance del 28% migliore rispetto alla media delle utilities europee nell’ultimo anno di Borsa. Nonostante le sue virtù difensive, Terna non sarà immune dagli effetti della recessione con calo delle stime di inflazione e della domanda di elettricità in Italia che dovrebbe incidere sulla crescita dei profitti operativi del gruppo nel 2009”. Tagliate del 4,4% le stime di Eps per il 2009 e del 4,8% quelle sul 2010.