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Tentazione Borsa per Micromax in attesa dei conti di Nokia

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In attesa dei conti del colosso finlandese Nokia c’è gran fermento nel settore della telefonia mobile. Micromax, il numero uno della telefonia mobile in India, ha intenzione di sbarcare in Borsa il prima possibile, all’inizio del 2011. Adesso che sta per cadere anche l’ultimo paletto, il nulla osta della Sebi, il Consiglio di sorveglianza della Borsa indiana, entrerà nel vivo il filing. Complice la vitalità del mercato della telefonia cellulare del Paese asiatico, che registra il tasso di crescita più elevato al mondo nella telefonia mobile, con 15-17 milioni di nuovi abbonati ogni mese, il management di Micromax non ha dubbi sulla bontà dell’operazione.


Il gruppo, nato appena tre anni fa e che ogni mese vende in media 1,2 milioni di telefoni, secondo l’ultimo tam tam di Borsa punta a raccogliere dall’Ipo risorse per 150 milioni di dollari. Dall’altra parte, in India la telefonia mobile sta vivendo un momento d’oro: i gruppi tlc locali registrano una crescita costante delle rispettive quote a scapito dei gigante del settore – come Nokia o Motorola – perché propongono prodotti che rispondono meglio alle esigenze dei consumatori: apparecchi poco sofisticati ma economici, a volte dotati anche di una torcia, che possono contenere due o tre carte Sim contemporaneamente. Tutte qualità che permettono ai clienti di preferire fornitori locali, meno cari, a nomi più blasonati della telefonia internazionale.

Così come i gestori indiani riescono a proporre batterie che hanno una durata che va oltre i 30 giorni, qualità molto ricercata in questo Paese in cui 400 milioni di persone non hanno l’elettricità e dove le interruzioni di corrente sono molto frequenti. Non è una novità che la crescita dell’Asia continui ad alimentare il mercato delle Ipo. Secondo l’ultimo studio di Ernst & Young “Q3 2010 Global Ipo update” nel terzo trimestre di quest’anno le quotazioni a livello globale hanno totalizzato 52,7 miliardi con 282 Ipo contro i 46,8 miliardi ottenuti con 311 listing nel trimestre precedente. Gli investitori sono cresciuti in maniera cauta a causa dello scenario incerto, ma nonostante alcuni debutti impegnativi ad alto profilo, l’84% delle Ipo a livello globale nel terzo trimestre è stato prezzato con il filing range iniziale, mentre il 4% al di sopra di questo.


Dai dati diffusi da Ernst & Young emerge che nel terzo trimestre gli emittenti dell’Asia hanno rappresentato l’83% di volume di affari in dollari. Tutta altra musica nel Vecchio continente, dove molte Ipo sono state posticipate o cancellate a causa dell’incertezza del mercato esacerbata dalla crisi del debito sovrano. Le Borse britanniche guidano l’attività Ipo con 1,9 miliardi di dollari ottenuti con otto offerte.
 
Anche se quest’anno il palmares della più grande Ipo d’Europa se lo aggidicherà Enel Green Power, la controllata che opera nel settore delle energie alternative di Enel. Lunedì è, infatti, entrata nel vivo la corsa che porterà la controllata di Enel a debuttare in Borsa a Piazza Affari e a Madrid il prossimo 4 novembre. La forchetta di prezzo è stata fissata fra 1,8 e 2,1 euro per azione, inferiore a 1,9-2,4 euro del pre-marketing, pari a una valutazione massima del gruppo di 10,5 miliardi di euro.