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Tenaris poco mossa in avvio doppo la fiammata di ieri

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“Non esistono eventi materiali o circostanze che debbano essere riportate al mercato”. E’ questa la secca replica giunta da Tenaris all’una circa della notte scorsa in risposta alle richieste della Borsa Messicana dei Valori e della Commissione Nazionale Bancaria e dei Valori, che avevano fatto suonare il campanello di allarme e chiesto dunque lumi alla società dal momento che il titolo aveva terminato la seduta di ieri con una fiammata del 14,74% sulla Borsa di Città del Messico e una, meno rilevante ma comunque degna di nota, pari a quasi il 7% a Piazza Affari. Va tuttavia ricordato che le azioni del gruppo di Dalmine sono scambiate anche a Buenos Aires, sullo Xetra e sul Nyse di New York.


A fare scattare la richiesta di spiegazioni a Tenaris non sono stati soltanto i balzi del titolo in Borsa ma anche le voci che hanno cominciato a diffondersi ieri a velocità sempre maggiore. Voci stando alle quali il gruppo Arcelor Mittal avrebbe messo gli occhi sul produttore e fornitore di tubi e servizi per l’esplorazione e la produzione di petrolio e sarebbe già pronto a mettere sul piatto 22 euro per azione.

Va tuttavia messo in evidenza che l’azione Tenaris è sotto i riflettori di Borsa da lunedì 17 settembre, quando il presidente, Paolo Rocca, in occasione di un incontro con gli analisti, ha detto di attendersi per il 2007 ricavi in decisa salita a circa 11 miliardi di dollari e un Ebitda margin superiore al 30%. Da ricordare che la società di Dalmine aveva realizzato nel 2006 un fatturato di 7,7 miliardi di dollari e nel solo primo semestre 2007 di 5,03 miliardi. Non solo, ma gli analisti sottolineano anche che nel medio periodo il titolo potrebbe beneficiare degli ingenti investimenti nel settore petrolifero.


Intanto questa mattina le azioni a marchio Tenaris, dopo la pioggia di acquisti di ieri e dopo avere aperto la sessione in calo dello 0,83%, sembrano faticare a prendere una direzione e nei primi minuti di negoziazione fanno segnare un leggero rialzo dello 0,21%, attestandosi a quota 18,43 euro.