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Telecom verso lo scioglimento del nodo Anatel

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Mentre in Italia continua a tenere banco il tema della separazione funzionale della rete di telefonia fissa, per Telecom Italia paiono aprirsi spiragli sempre più larghi verso un esito favorevole dell’operazione Telco, la newco che, secondo i piani, controllerà il 23,5% della stessa Telecom.


 

In questo senso vanno diverse indiscrezioni riportate oggi dalla stampa quotidiana. Fonti dell’Anatel, l’agenzia statale brasiliana chiamata a dare il via libera all’ingresso di Telefonica nel capitale di Telecom Italia,  riferiscono che il tema possa essere discusso nel corso della prossima riunione del 23 ottobre – riporta il Sole 24 Ore. Si tratterebbe di una novità assoluta. La riunione non presenta infatti all’ordine del giorno il caso Telco.

Ancora più decise le rivelazioni di Repubblica. Per la testata romana già tra il 24 e il 25 ottobre l’Anatel potrebbe concedere un ok preventivo, comunque subordinato allo scioglimento degli incroci nelle controllate entro 12 mesi. In pratica Telefonica si troverà a decidere se mantenere il 50% dell’operatore mobile Vivo o alternativamente ridurre al di sotto del 20% la quota in Telco (che dagli accordi sarebbe invece pari al 42%). Lo stesso quotidiano attribuisce la svolta delle autorità brasiliane all’intervento diretto del presidente di Telefonica, Cesar Alierta, settimana scorsa in Brasile.

E sempre Alierta, questa volta leggendo il Messaggero, non si sarebbe mosso solo nei confronti dell’Anatel. Il numero uno del gigante telefonico spagnolo avrebbe invece avviato una trattativa diretta con il messicano Carlos Slim, uomo più ricco del mondo nonché patron di Claro, il terzo operatore mobile brasiliano e il primo ad aver avvertito il pericolo della formazione di una posizione dominante dall’intreccio Telecom-Telefonica.


 


Insomma, qualcosa si muove, soprattutto per Pirelli, che dalla cessione della quota Telecom contenuta in Olimpia ai soci di Telco incasserebbe 3,3 miliardi di euro.


 


Tornando al fronte della separazione della rete, Telecom Italia, pur confermando la disponibilità al dialogo con l’Agcom, ha reso noto di ritenere che non siano presenti le condizioni per una tale operazione.