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Telecom svogliata sul Mib30, ma per Citigroup è “buy”

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Giornata senza gloria per Telecom. Alla Borsa di Milano la firma della telefonia fissa cede lo 0,40%, passando di mano a quota 2,48 euro. A deprimere l’azione i dati di bilancio presentati ieri al mercato. Il gruppo Telecom Italia ha infatti archiviato i primi sei mesi del 2004 con un utile netto a quota 405 milioni di euro contro i 1.056 milioni di euro messi a segno nel corrispondente periodo dell’anno scorso. Numeri, che fanno riflettere gli analisti di Citigroup Smith Barney. Il broker ha confermato il consiglio di acquisto sull’azione oggi ma sta pensando di dare una sforbiciata alle stime utili. “Perché suggerire di comprare azioni Telecom, quando stiamo per rivedere le attese di utili?” si fa la domanda da solo Robert Mocatta, analista della casa d’affari. “Come ricordato in una nota di luglio, abbiamo fatto notare che le maggiori divisioni di TI stanno producendo risultati operativi, che sono la base per una forte generazione di cassa. Ma questa cassa sarà utilizzata per ripianare il debito e il target del debito netto che Telecom si è prefissata di centrare è contenere il rosso sotto la soglia dei 30 miliardi di euro”, ricorda l’esperto. Dunque: “non ci aspettiamo dividendi generosi o altri buyback, nè acquisizioni. Questa combinazione di un prudente uso della cassa e di migliori condizioni sul mercato domestico rispetto ad altre tlc europee è interessante. Stiamo pensando di abbassare le nostre stime, ma non in modo significativo. TI tratta a un piccolo premio rispetto ai competitor. Siamo dell’idea che il titolo abbia spazio per crescere specialmente nel prossimo trimestre”, conclude Robert Mocatta.