Telecom: riduzione del debito e contenimento dei costi sono gli obiettivi principali

Inviato da Redazione il Mar, 13/04/2010 - 16:26
Quotazione: TELECOM ITALIA

Telecom Italia guarda al futuro con fiducia tentando di recuperare quote di mercato in Italia e di crescere sul mercato brasiliano. Punterà inoltre a incrementare la propria generazione di cassa e a tenere sotto controllo i costi, in modo da ridurre il debito sotto i 28 miliardi a fine 2012. Sono questi gli obiettivi principali contenuti nell'aggiornamento del piano industriale 2010-2012 e illustrati oggi dai vertici del gruppo tlc alla comunità finanziaria. Positiva la reazione del mercato che ha fatto salire il titolo della compagnia telefonica a +1,74%, attestandosi a 1,11 euro dopo aver toccato un massimo di 1,13 euro. Il delicato capitolo Sparkle è stato più volte affrontato nel corso della presentazione, ma il presidente Gabriele Galateri ha ribadito che la compagnia "ha la volontà, l'energia e la determinazione" di superare la situazione, e anzi ne "uscirà rafforzata".

Anche l'amministratore delegato Franco Bernabè, sul caso Sparkle, ha sottolineato che sono state intraprese azioni specifiche, ovvero sono stati sospesi i dipendenti indagati e sono state nominate Deloitte e Cleary Gottlieb per svolgere un'approfondita indagine, oltre a Ferroluzzi. L'impatto dell'affaire Sparkle sui conti del 2009, ha sottolineato a più riprese il top manager, avrà un impatto trascurabile sul bilancio (10 milioni), mentre l'impatto economico verrà a galla nel 2010. Intanto la società ha deciso di stanziare un fondo rischi da 507 milioni e il Cda di Sparkle ha inserito nell'ordine del giorno dell'assemblea l'azione di responsabilità contro l'ex Ad Stefano Mazzitelli. Nessuna novità è emersa invece su una eventuale azione di responsabilità nei confronti dell'ex presidente di Sparkle, Riccardo Ruggiero.

Superata la spinosa questione Sparkle, prima di indicare i target futuri, Bernabè si è dichiarato soddisfatto dei risultati raggiunti nel 2009, a dispetto del fatto che l'utile netto abbia registrato una flessione a 1,5 miliardi, risentendo della svalutazione dell'avviamento attribuito ad Hansenet e delle maggiori imposte per il venir meno di alcuni benefici fiscali. La società, a questo punto, cercherà di conquistare nuove quote di mercato in Italia, dove l'economia sta iniziando a mostrare segnali di ripresa sebbene il Pil continui a rimanere a livelli ben inferiori a quelli del 2008. In Brasile, invece, Telecom crescerà in tutti i segmenti di mercato, tranne il fisso, che risentirà della sostituzione fisso-mobile. Inoltre l'integrazione con Intelig, come è stato indicato dal management, consentirà di migliorare l'offerta di servizi nel Paese carioca.

Tornando alla strategia per il prossimo triennio, "la riduzione del debito e la disciplina costi" rimangono i punti chiave, in modo che Telecom al 2012 vedrà calare il debito sotto i 28 miliardi. La maggiore flessibilità finanziaria consentirà poi al gruppo tlc di "proporre un dividendo in aumento a partire già dal 2011", rispetto alla cedola di 5 centesimi proposta per il bilancio 2009. Non si fermeranno i tagli della forza lavoro in Italia, dopo quello del 10% realizzato negli ultimi anni. "Lo facciamo per essere competitivi - ha spiegato Bernabè - in un'arena diversa dal passato. Essere sempre più snelli consentirà di trasferire i vantaggi della maggiore efficienza ai clienti e agli azionisti". Il Ceo ha comunque sottolineato che Telecom ha sempre operato in modo ordinato, "negoziando con le forze sindacali".
 
Infine sull'importante tema delle dismissioni, i vertici della società hanno confermato un pacchetto di cessioni da 2-3 miliardi da realizzare entro il 2011. Cessioni di cui però non farà parte la controllata Sparkle, mentre Telecom Argentina dovrebbe essere venduta entro la fine dell'anno. "Non specifichiamo cosa cederemo, ma entro il 2011 prevediamo cessioni per 2-3 miliardi - ha concluso Bernabè -. Ricordiamo però che ci concentreremo sul mercato italiano e su quello brasiliano".
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