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Telecom Italia: voci di aumento capitale e stop dividendo fanno crollare il titolo

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Giornata da dimenticare a Piazza Affari per Telecom Italia con gli investitori che chiedono chiarezza sul futuro della società dopo la girandola di indiscrezioni uscite negli ultimi giorni. A deprimere il titolo del gruppo di telecomunicazioni, congelato più volte al ribasso, sono soprattutto due ipotesi: la prima riguarda la possibile rinuncia a distribuire il dividendo, la seconda riguarda il ricorso ad un aumento di capitale. Il mercato guarda già al prossimo 7 novembre quando si riunirà il Cda di Telecom Italia per presentare il piano industriale dopo la salita di Telefonica nella holding Telco e le dimissioni di Franco Bernabè.

Dividendo. A deprimere oggi Telecom Italia a Piazza Affari, che nell’ultimo mese ha segnato un rimbalzo di circa 18 punti percentuali, sono le indiscrezioni di una possibile rinuncia della società a distribuire il dividendo. A febbraio il gruppo aveva deciso per il 2013 di ridurre il monte dividendi a circa 450 milioni di euro dai precedenti 900 milioni. Una sforbiciata secca del 50% dopo che già nel 2012 il dividendo era stato ridotto del 23%.

Aumento di capitale. E così a Piazza Affari, dopo essere stato congelato più volte al ribasso, il titolo Telecom Italia lascia sul parterre oltre 7 punti percentuali a 0,664 euro. Oltre alla possibile rinuncia del dividendo, nel primo pomeriggio Bloomberg ha scritto che il Cda del prossimo 7 novembre il gruppo delle telecomunicazioni potrebbe valutare un aumento di capitale tra 1,5 e 2 miliardi di euro. L’ipotesi di una ricapitalizzazione sarebbe ancora in fase di valutazione e una decisione finale non è ancora stata presa.   
 
Questa mattina gli analisti di Bernstein spiegavano che il lungo processo di approvazione per un’eventuale cessione di Tim Brasil e il possibile cambio delle legge italiana sull’Opa “rafforzano l’idea che la società debba procedere con un aumento di capitale da circa 2 miliardi di euro”. La ricapitalizzazione, a detta della casa d’affari, potrebbe essere annunciata “insieme alla cessione di torri e immobili, all’accelerazione nel taglio dei costi e alla sospensione del dividendo“.