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Telecom Italia tiene aperto il ventaglio delle alleanze

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Si fa ingarbugliata la matassa per quanti vogliano prevedere le future alleanze del gruppo Telecom Italia. E’ questa la prima evidenza successiva alla sessione di domande e risposte che i giornalisti hanno rivolto al top management dell’ex monopolista telefonico presente quest’oggi a Milano per la presentazione dei risultati 2006 e del piano 2007-2009 alla comunità finanziaria.


Se il presidente Guido Rossi ha aperto più che uno spiraglio al proseguimento delle trattative con Telefonica, lo stesso Rossi ha sottolineato più volte che qualsiasi contatto ha puramente carattere industriale. “Non si è mai parlato di scambi azionari con Telefonica o altri operatori”, ha poi aggiunto, buttando ulteriore benzina sul fuoco chiarendo che le alleanze allo studio con i concorrenti “potrebbero essere anche con Deutsche Telekom e France Telecom”:  Esce invece dal calderone dei possibili pretendenti la russa Sistema, accreditata di un interesse e di rapporti preliminari ormai da alcune settimane. “Mai avuto contatti”, ha affermato Rossi.

Verso quale direzione si potrebbe muovere allora Telecom Italia? Un suggerimento lo ha dato sempre Rossi chiarendo che a livello preliminare, nei confronti di qualunque operazione, agiranno considerazioni relative all’antitrust: “In tutte le alleanze che verranno fatte si terrà conto dei problemi Antitrust nazionali o europei e di quelli tutti particolari  – ha specificato – che riguardano il Brasile, dove la regolamentazione antitrust è molto più complicata di quella europea”.
Ad aggiungere ulteriori scenari di sviluppo sono state però anche altre dichiarazioni del management. Telecom starebbe infatti valutando alleanze a 360 gradi, ossia su diversi livelli. Uno di tipo industriale, del quale fanno parte le trattative con i concorrenti, l’altro definito “di secondo livello”, fra cui il presidente Rossi ha fatto rientrare eventuali accordi con fornitori di contenuti come Murdoch, citato tuttavia solo come esempio in risposta a una domanda sulle trattative svoltesi tra i due gruppi prima del ricambio ai vertici Telecom.


Nessuna novità invece sul fronte speculativo apertosi negli ultimi giorni: quello di un possibile raggruppamento di banche di primo piano per l’ingresso in Olimpia, la società che controlla la maggioranza relativa di Telecom, e che dovrebbe essere composta da alcuni campioni nazionali come Mediobanca, Capitalia, Unicredit a Generali. “Non sono al corrente delle iniziative che ho letto anch’io dell’intervento delle banche”, ha detto Rossi.


L’incontro con la stampa ha però contribuito a chiarire anche alcuni punti esposti durante la presentazione del piano, in particolare quello relativo a quali potranno essere quegli asset “cedibili” individuati dal vice presidente Carlo Buora e che dovrebbero consentire di raccogliere fino a 1 miliardo di euro. E’ stato lo stesso Buora a citarli uno ad uno, stimolato dalla domanda di un giornalista, a partire dalla quota in Mediobanca, giudicata non strategica. Stessa definizione per Oger Telecom, Brasil Telecom (discorso diametralmente opposto per Tim Brasil) e alcuni asset del real estate, compresa la storica sede a due passi da Piazza Affari, un immobile del valore stimato di 80 milioni.