Telecom Italia si prepara al test dei conti: scetticismo su mercato domestico e debito. E le rivali tagliano la cedola

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 26/10/2012 - 11:31
Quotazione: TELECOM ITALIA
Quotazione: FRANCE TELECOM
Quotazione: TELEFONICA

Telecom Italia si avvicina al test dei conti, che verranno pubblicati il prossimo 8 novembre, tra previsioni non esaltanti degli analisti e segnali negativi arrivati da Oltralpe. Il mercato prevede infatti un mercato domestico ancora debole. D'altronde, negli ultimi anni, l'Italia è stata la vera spina nel fianco dell'ex monopolista delle comunicazioni che ha dovuto affrontare l'agguerrita concorrenza dei rivali nel mobile. "Ci aspettiamo che i ricavi del mobile registrino nel terzo trimestre una flessione del 13%, i servizi di telefonia fissa in Italia del 5,8% e l'Ebitda domestico del 7,6%", scrivono gli analisti di Morgan Stanley nella nota odierna.
 
Il broker statunitense vede inoltre segnali di cedimento anche dal Sud America, il motore che ha garantito ottimi ritorni a Telecom negli ultimi anni. Morgan Stanley conferma comunque il giudizio equalweight sul titolo del gruppo guidato da Franco Bernabè e il target price a 1,05 euro, valore che implica un importante potenziale di upside rispetto alle quotazioni attuali. A Piazza Affari Telecom Italia lascia oggi sul parterre circa l'1,5% a 0,699 euro. Significativa la discesa del titolo da inizio settembre: quasi -20 punti percentuali.

Oltre a Morgan Stanley, anche Equita non vede rosa per la trimestrale. Per il periodo luglio-settembre, la sim milanese stima che il colosso delle telecomunicazioni riporti ricavi per 7,23 miliardi di euro (-3,7%), un Ebitda di 3 miliardi (-5%) e un utile netto pari a circa 650 milioni di euro. "Ci attendiamo che le operazioni domestiche registrino un peggioramento di top line sia nel mobile che nel fisso", hanno commentato un paio di giorni fa gli analisti di Equita che stimano un calo di oltre il 7% del fatturato in Italia dal -4% registrato nel secondo trimestre.

Un'altra grande sfida è rappresentata dal debito monstre. La sim prevede un indebitamento netto pari a 29,5 miliardi di euro che, a detta degli esperti, "lascerebbe l'obiettivo di portare il debito a 27,5 miliardi di euro a fine 2012 piuttosto sfidante". Sulla stessa linea Morgan Stanley che prevede un debito a fine anno pari a 29,6 miliardi di euro. "Il gruppo - scrive il broker Usa - ha compiuto progressi importanti nel contenimento dei costi, ma nel periodo 2005-2011 il debito è diminuito solo di 1,5 miliardi l'anno".

A pesare sull'andamento borsistico dell'ultimo periodo anche lo stato di salute non certo esaltante dei competitor. Dopo il taglio della cedola deciso in luglio da Telefonica, primo azionista di Telco (holding che controlla Telecom), ieri è toccato a France Telecom annunciare che per il 2012-2013 proporrà un dividendo pari  a 0,80 euro rispetto all'1,40 euro distribuito lo scorso esercizio. E anche i conti non sono stati brillanti: il margine operativo lordo è sceso a 3,65 miliardi di euro dai 3,93 miliardi di un anno fa, mentre i ricavi hanno perso l'1,1% a 10,75 miliardi.

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