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Telecom Italia sforna una solida trimestrale e alza la guidance, alleanza con Fastweb per banda larga

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La cura Cattaneo inizia già a dare i suoi frutti in casa Telecom Italia. Il gruppo tlc ha riportato riscontri trimestrali oltre le attese rivedendo al rialzo la guidance sull’ebitda domestico. Segnali importanti in arrivo proprio dall’Italia: “il segmento mobile ha migliorato il suo trend di sviluppo e la telefonia fissa mostra importanti segnali di ripresa”, ha sottolineato Flavio Cattaneo, ad di Telecom Italia dallo scorso marzo. “E’ il miglior trimestre in Italia dal 2009“, ha aggiunto Cattaneo. Il nuovo piano Cattaneo punta soprattutto su una riduzione di 1,8 mld entro il 2018. 

Il titolo Telecom Italia segna in avvio un progresso di oltre il 7% a 0,745 euro. 

 
Il gruppo Telecom Italia ha archiviato il primo semestre con un utile netto pari a 1.018 milioni di euro che si confronta con i 33 milioni di euro nel primo semestre 2015. I ricavi del primo semestre ammontano a 9.096 milioni di euro, in calo del 9,9% rispetto al primo semestre 2015 (10.101 milioni di euro). La riduzione di 1.005 milioni di euro è attribuibile principalmente alla Business Unit Brasile per 833 milioni di euro e alla Business Unit Domestic per 128 milioni di euro. 
 
Balzo del 25,4% dell’ebitda nel secondo trimestre
L’ebitda del primo semestre 2016 è pari a 3.726 milioni di euro, in crescita del 2,4% rispetto ai 3.639 milioni di euro nel primo semestre 2015 con un’incidenza sui ricavi del 41% (36% nel primo semestre 2015). In termini organici l’incremento rispetto al primo semestre 2015 è del 7%. L’EBITDA del secondo trimestre ammonta a 2.014 milioni di euro, in aumento di 408 milioni di euro (+25,4%). 
 
Per l’intero 2016 il gruppo tlc mira a riportare un ebitda in crescita organica “low single digit” per quanto riguarda il mercato domestico rispetto alla precedente previsione che era di un ebitda domenstico stabile. 
 
Partnership con Fastweb su fibra, investimento da 1,2 miliardi
Telecom Italia ha siglato una partnership strategica con Fastweb per lo sviluppo della rete in fibra (Ftth) in 29 città italiane, per un investimento complessivo di 1,2 miliardi di euro. La partnership prevede la costituzione di una società congiunta con l’80% del capitale detenuto da TIM e il 20% da Fastweb. La nuova società si occuperà di realizzare per conto di TIM e Fastweb, e successivamente di affittare alle medesime, la rete secondaria e i verticali fino a casa degli utenti. Il piano industriale della nuova società prevede quindi di collegare entro il 2020 circa 3 milioni di abitazioni con tecnologia FTTH, che permetterà velocità di collegamento di 1 Gigabit al secondo. La joint venture finanzierà l’investimento in parte con equity e in parte con debito. La quota di spettanza di TIM è già inclusa nei CAPEX del Piano Industriale 2016-2018.
TIM e Fastweb studieranno la possibilità di estendere la partnership anche ad altri settori di collaborazione per lo sviluppo congiunto di infrastrutture passive e di tecnologie per la rapida diffusione della banda ultralarga.