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Telecom Italia: scure di S&P’s nel giorno del Cda. La prossima è Moody’s?

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Downgrade di Standard & Poor’s su Telecom. L’agenzia statunitense ha abbassato il rating sul merito di credito del colosso tlc a BBB-/A-3 da BBB/A-2, l’ultimo gradino prima del livello spazzatura (junk). L‘outlook però è stabile. Gli analisti ritengono che la leva finanziaria della società sia troppo elevata e che l’azienda dovrà affrontare le difficili condizioni del mercato tlc italiano nel biennio 2013-2014. Incerte per gli esperti sono anche le prospettive di un ritorno alla crescita. L’outlook stabile riflette invece la buona posizione di Telecom sul mercato interno, in cui presenta margini Ebitda superiori alla media del comparto, e in quello brasiliano.

Un possibile taglio ora è atteso anche da Moody’s, come preannunciato pochi giorni fa dalla stessa agenzia di rating. Gli analisti avevano avvertito che un’ulteriore pressione verso il basso del rating potrebbe svilupparsi qualora Telecom Italia non mantenga l’annunciato obiettivo di riduzione del debito e i suoi ratio finanziari non migliorino gradualmente in linea con il piano. Moody’ aveva già ridotto il giudizio su Telecom Italia da Baa2 a Baa3 con outlook negativo.

La bocciatura è giunta nel giorno della riunione dell’attesissimo consiglio di amministrazione della società, chiamato a prendere una decisione sullo scorporo della rete fissa, come promesso dal presidente Franco Bernabè. L’altro tema caldo in casa Telecom è l’eventuale integrazione con 3 Italia, dopo che l’ultimo board aveva deciso di proseguire gli approfondimenti in merito all’operazione. Stando a quanto riportato però recentemente da La Repubblica, sulla trattativa con i cinesi di Hutchison Whampoa incombe il rischio di una possibile interruzione: Telco infatti dovrebbe accettare il fatto che il gruppo asiatico diventi il maggiori azionista di Telecom.

La mossa degli analisti si fa sentire sul titolo a Piazza Affari. L’azione sul Ftse Mib cede l’1,28% a 0,653 euro.