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Telecom Italia: Sawiris, dall’aumento da 3 miliardi al no sullo spin-off

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Telecom Italia soffre a Piazza Affari in scia alle ultime indiscrezioni di stampa sui fronti caldi dello scorporo della rete e della vendita di Ti Media, a cui si sommano le ultime dichiarazioni rilasciate da Naguib Sawiris a Reuters.

L’imprenditore egiziano, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters, avrebbe proposto al gruppo italiano un aumento di capitale da 3 miliardi di euro aperto anche agli altri azionisti. La ricapitalizzazione però, avrebbe spiegato Sawiris, per avere successo dovrebbe avvenire agli attuali prezzi di mercato.

Inoltre, stando a quanto riportato questa mattina da La Repubblica, ci sarebbe un rischio via via crescente di uno stallo perdurante in occasione del Cda del colosso delle tlc in programma il prossimo 6 dicembre. La causa risiederebbe nel fatto che la sottoscrizione dell’aumento di capitale da 2-3 miliardi nel gruppo delle telecomunicazione da parte di Sawiris sarebbe subordinata al fatto che la rete di accesso non venga scorporata. Lo scorporo infatti sarebbe considerato dall’imprenditore egiziano un errore, si legge nell’articolo e secondo quanto diffuso da Reuters, perché così facendo Telecom perderebbe l’unica cosa che la differenzia nel mercato italiano delle tlc.

Il presidente del gruppo, Franco Bernabè, starebbe quindi valutando in alternativa allo spin-off una separazione più leggera che lascerebbe aperta la possibilità di ingresso di Sawiris nel capitale di Telecom. Il giornale però fa riflettere sul fatto che il magnate nordafricano non sarebbe disposto a pagare prezzi molto diversi dai prezzi di Borsa e d’altro canto Mediobanca, Generali e Telefonica non accetterebbero aumenti di capitale sotto i prezzi di carico a quota 1,5 euro.

“Nel complesso – commenta Equita nel report odierno – il Cda di Telecom è ancora in una fase in cui ha alcune opzioni fra cui scegliere e questo è un elemento moderatamente positivo“. Così il broker che mantiene il giudizio hold sul titolo con il prezzo obiettivo fissato a 0,83 euro.

Ma i problemi non sarebbero finiti qui. La Repubblica ritiene molto probabile che la cessione di Telecom Italia Media, in programma per la fine dell’anno, possa slittare di diversi mesi. Ad inizio dicembre dovrebbero arrivare le offerte vincolanti da parte di Discovery, H3G, Clessidra e Cairo ma tutte sarebbero condizionate alla scissione del contratto di raccolta pubblicitaria con la stessa Cairo Communication.

“L’allungamento dei tempi – spiega la Sim milanese – sarebbe negativo tanto per Ti Media che per Telecom, il cui piano di deleverage si farebbe più incerto”.

Male entrambe i titoli a Piazza Affari. Telecom Italia indossa la maglia nera con un ribasso dell’1,94% a 0,682 euro mentre la controllata Ti Media cede il 2,34% a 0,162 euro.