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Telecom Italia: rosso 2012 di 1,6 miliardi, pesano svalutazioni per oltre 4 miliardi

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Telecom Italia ha chiuso il 2012 con una perdita pari a 1,6 miliardi di euro, in miglioramento rispetto ai 4,8 miliardi registrati un anno prima, dovuta principalmente alle svalutazioni da avviamento per oltre 4 miliardi di euro. L’utile normalizzato è ammontato a 2,4 miliardi di euro )2,5 miliardi nel 2011). In calo dell’1,5% i ricavi a 29,5 miliardi di euro su base annua, su cui ha pesato la Business Unit Domestic, mentre il margine operativo lordo (Ebitda) è sceso del 4,3% a 11,6 miliardi di euro dall’esercizio precedente. Il risultato operativo (Ebit) ha mostrato una flessione a 1,93 miliardi di euro. Escludendo la svalutazione dell’avviamento per complessivi 4,4 miliardi, l’Ebit è pari a 6,22 miliardi.

L’indebitamento finanziario netto rettificato al 31 dicembre 2012 è stato pari a 28.274 milioni di euro, in diminuzione di 2.140 milioni di euro rispetto a fine 2011 (30.414 milioni di euro). Nel solo quarto trimestre, sottolinea il gruppo, l’indebitamento è calato di 1.211 milioni di euro. Il board proporrà la distribuzione di un dividendo pari a 2 centesimi per le azioni ordinarie e di 3,1 centesimi per le azioni di risparmio, per un ammontare complessivo di 454,4 milioni di euro. L’assemblea è stata convocata per il prossimo 7 aprile.

“Il perdurare delle tensioni recessive e la difficile situazione macroeconomica internazionale hanno reso necessaria un’ulteriore svalutazione dell’avviamento formatosi a seguito delle operazioni Olivetti/Telecom Italia e dell’acquisizione delle minorities di Tim”, ha commentato il presidente Franco Bernabè. “Come le precedenti, tale operazione ha un impatto unicamente di natura contabile e non pregiudica il percorso di riduzione dell’indebitamento della società“. E prosegue: “Allo stesso tempo, con il piano 2013-2015 confermiamo il nostro costante impegno negli investimenti dedicati alle reti di nuova generazione, che ci consentirà di rafforzare il vantaggio competitivo nella sfida tecnologico del settore e il nostro posizionamento sul mercato”.

Per quanto riguarda l’andamento per l’esercizio in corso, gli obiettivi della società legati ai principali indicatori economici, così come definiti nel Piano Industriale 2013-2015, prevedono ricavi stabili anno su anno, la riduzione percentuale dell’Ebitda “low-single digit” e una posizione finanziaria netta rettificata inferiore a 27 miliardi di euro.

Il Cda inoltre, in esecuzione della delega ricevuta dall’assemblea del 29 aprile 2010, ha deliberato di aumentare il capitale sociale a pagamento, in via scindibile, mediante emissione di massime 576.544 nuove azioni ordinarie da riservare in sottoscrizione ai destinatari del Piano LTI 2010.