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Telecom Italia: ecco il poker di proposte avanzate da Elliott, ma “freddezza” Genish azzoppa il titolo

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Amos Genish in trincea nel primo incontro con il fondo Elliott che ha avanzato alcune proposte per dare una svolta alla strategia della maggiore tlc italiana. Il ceo di Telecom Italia, stando a quanto riportato dalla stampa, sarebbe rimasto fermo sulle proprie posizioni facendo intendere che le richieste del fondo attivista sono state già considerate in sede di stesura del piano e ritenute non percorribili attualmente.

Posizione rigida di Genish che non piace al mercato con il titolo Telecom Italia che oggi cede oltre l’1% proseguendo la fase di ritracciamento dopo il rally di settimana scorsa.

Stando alle indiscrezioni riportate da Il Messaggero, le quattro forti richieste avanzate da Elliott sarebbero la scissione proporzionale della rete con attribuzione ai soci Telecom Italia delle quote di NetCo (newco all’interno della quale è destinata la rete), conversione subito delle azioni di risparmio, dividendo straordinario e cambio governance.

Al primo incontro tra le parti avrebbe presenziato Gordon Singer, figlio di Paul, fondatore del fondo Elliott.

 

Su scorporo rete si punterebbe anche a successiva fusione con Open Fiber

Se fosse accolta la proposta relativa all’assegnazione proporzionale ai soci Telecom delle azioni NetCo, Vivendi avrebbe diritto al 23,9% mentre Elliott alla quota che andrà a rendere nota al mercato entro il 15 marzo. Il cda, riporta sempre il quotidiano romano, sarebbe nominato in accordo fra Vivendi ed Elliott e la società vedrebbe poi l’eventuale fusione con Open Fiber per consentire l’ingresso nel capitale di Enel e Cdp.

La conversione delle azioni risparmio, bocciata da Vivendi in piao di anni fa, vedrebbe il socio francese diluirsi al 16%, ma sarebbe apprezzata dal mercato, che scommette su tale scenario con lo sconto fra le azioni risparmio e quelle ordinarie sceso al 13% nei giorni scorsi.
In tal senso gli analisti di Mediobanca Securities vedono nella conversione delle risparmio, così con il ritorno del dividendo, come due potenziali importanti driver per il titolo, su cui hanno giudizio outperform e target price 1,3 euro.

Infine, per quanto riguarda la governance il fondo Elliott avrebbe aperto a un rinnovo “concordato” del cda, senza esponenti stranieri ma solo italiani di provato standing internazionale. Stando sempre a quanto riportato da Il Messaggero, qualora non si trovasse un accordo con Elliott e i report dei proxy advisor indicassero una possibile sconfitta di Vivendi in assemblea, i francesi potrebbero far dimettere la maggioranza dei consiglieri.