1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Telecom Italia passa al contrattacco: Cda propone conversione azioni di risparmio in ordinarie

QUOTAZIONI Telecom Italia
FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Dopo una riunione fiume di quasi nove ore, il Cda di Telecom Italia ha deliberato di sottoporre all’Assemblea dei soci il progetto di conversione a pagamento delle azioni di risparmio in ordinarie. La proposta consentirà ai possessori delle risparmio di ottenere un titolo ordinario, con un rapporto 1:1, pagando un conguaglio di 9,5 centesimi per azione. A questa prima fase facoltativa, ne seguirà un’altra in cui la conversione dei titoli diventerà obbligatoria sulla base di un rapporto di conversione di 0,87 ordinarie per ciascuna azione di risparmio, senza pagamento di conguaglio e senza riduzione del capitale sociale.

“Si prevede che l’Operazione di Conversione avrà efficacia in data antecedente alla distribuzione del  dividendo 2015 e di ciò si è tenuto conto nella determinazione della misura del conguaglio per la Conversione Facoltativa e della misura del rapporto di conversione per la Conversione Obbligatoria”, riporta la nota della società. “Pertanto, le azioni di risparmio non beneficeranno per l’esercizio 2015 dei privilegi patrimoniali oggi previsti in Statuto”. In caso di adesione alla conversione facoltativa, il premio implicito è del 12,2% che scende al 5,8% con la conversione obbligatoria. Gli azionisti di risparmio che non approveranno l’operazione avranno diritto di recesso (valore di liquidazione fissato a 0,9241 euro per azione).

Per la società si tratta di un’ operazione vantaggiosa perché permette di incassare fondi freschi (“per effetto del contributo in denaro […] potrà essere altresì conseguito un rafforzamento della struttura patrimoniale della Società, ed il relativo incasso contribuirà alla copertura del piano di investimenti”), consente risparmi dovuti alle extra-cedole delle risparmio, perché aumenta il flottante e la liquidità del titolo e, soprattutto, perché diluirà la posizione di Vivendi e Niel.

Vivendi al momento detiene il 20,5% del capitale mentre l’imprenditore francese Xavier Niel ha confermato di detenere, attraverso la società Njj Holding, una posizione lunga pari al 15,4% dei capitale. Niel ha già precisato  di non agire in concerto con Vivendi, ipotesi che era subito circolata tra gli investitori dopo che a sorpresa la scorsa settimana si era saputo della salita in Telecom Italia dell’imprenditore transalpino.

L’assemblea straordinaria è stata indetta in unica convocazione per il prossimo 15 dicembre e quella speciale degli azionisti di risparmio si riunirà, anche in questo caso di tratta di convocazione unica, il 17 dicembre.