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Telecom Italia paga debolezza settore tlc, intanto Vivendi studia progressiva salita al 20%

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Settore telecomunicazioni sotto pressione oggi dopo l’inatteso stop da parte dell’Unione europea all’integrazione delle attività danesi di Telenor e TeliaSonera. Le due società hanno riferito che le trattative con Bruxelles non sono andate a buon fine e non si può più procedere con l’integrazione delle attività danesi. La notizia ha messo di cattivo umore l’intero settore tlc europeo con lo Stoxx di settore che è arrivato a cede il 2% in avvio. 

Riflessi negativi su Telecom Italia 
Ne risente anche l’italiana Telecom Italia che è arrivata cedere oltre il 3% in avvio per poi stabilizzarsi a 1,104 euro, in calo dell’1,77%. Lo stop di Bruxelles al deal in Danimarca accende i riflettori su potenziali problemi di antitrust di altre operazioni, ad esempio quella annunciata nei mesi scorsi e che porterà alla fusione tra Tre Italia e Wind. 
Già ieri il titolo Telecom Italia aveva sofferto a Milano complice l’effetto Brasile con Standard & Poor’s che ha declassato il paese sudamericano, dove Telecom è fortemente radicata attraverso Tim Brasil. 
Vivendi studia lenta ascesa verso il 20% di Telecom 
Gli occhi del mercato sono sempre puntati sulle prossime mosse di Vivendi in Telecom Italia. Dopo aver superato nelle scorse settimane al soglia del 15% del capitale della tlc italiana (15,48% secondo gli ultimi aggiornamenti Consob), i francesi sarebbero intenzionati a salire a marce spedite verso quota 20% anche per fronteggiare una possibile diluizione della quota legata alla conversione delle azioni risparmio, operazione che Telecom starebbe valutando anche se non risulta ufficialmente in agenda. Il Sole 24 Ore riporta oggi che Vivendi dovrebbe proseguire l’ascesa in Telecom attraverso acquisti direttamente sul mercato e, secondo le previsioni, l’ascesa potrebbe richiedere 2 mesi in modo da non incidere sull’andamento del titolo.