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Telecom Italia, molto rumore per nulla? Ogni decisione rimandata su cessioni e M&A: tra i dossier caldi Persidera, Sparkle e Nextel 

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Tutte le decisioni sul fronte dismissioni e M&A sono state rimandate. Dopo il consiglio di amministrazione fiume di ieri di Telecom Italia, la società si è limitata a dire che “prosegue l’analisi delle opportunità di investimenti e dismissioni“. Insomma non si è fatta menzione nello specifico dei diversi dossier aperti, ampiamente sviscerati dalla stampa nazionale alla vigilia della riunione, senza nessuna decisione concreta sui vari fronti.

In una nota pubblicata in serata la società guidata da Amos Genish scrive: “il cda di Tim ha proseguito l’analisi delle opportunità di investimenti in partecipazioni e dismissioni di attività non core in continuità con quanto deliberato lo scorso 24 luglio“. “Le opzioni – fanno sapere da Telecom – saranno comunque oggetto di ulteriori approfondimenti e successive decisioni“. Intanto all’indomani del board, a Piazza Affari il titolo Telecom Italia si indebolisce, mostrando poco prima delle 13 un lieve ribasso dello 0,29% a 0,559 euro.

 

Molto rumore per nulla, almeno per il momento

 

Secondo le indiscrezioni circolate nell’ultimo periodo, il board aveva diversi temi sul tavolo, tra cui alcuni dossier straordinari e le potenziali dismissioni di asset non strategici (come Persidera e Sparkle) ma anche la possibile acquisizione di Nextel Brasile. Tra i punti in agenda anche l’opzione di vendere una quota della partecipazione in Inwit. Sul fronte Persidera (controllata da Telecom al 70% e da Gedi per il restante 30%) Rai Way ha ufficializzato di avere sottoposto ai soci di Persidera un’offerta vincolante (soggetta ad alcune condizioni) per l’acquisizione dell’infrastruttura di rete e delle relative attività di tale società.

Ma le questioni in Telecom Italia sono numerose. C’è anche tutto il discorso relativo all’andamento delle aste per le frequenze 5G, che a colpi di rilanci ieri hanno superato la soglia di 4,7 miliardi di euro (ammontare totale delle offerte) e stamattina è ripresa la seduta dedicata ai miglioramenti competitivi. Ieri le offerte per le frequenze 3.7 GHz hanno superato i 2,5 miliardi, da 2.2 miliardi della giornata precedente. Un’asta che potrebbe far sborsare a Tim più di quanto messo a budget inizialmente.

Tra le poche novità emerse ieri il board ha portato a termine un progetto di complessivo aggiornamento delle regole di governance aziendali. È stata in particolare approvata una versione rivista dei Principi di autodisciplina ed è stato adottato ex novo un regolamento del cda.

 

Il board avrebbe affrontato anche la questione conti. Secondo quanto riportato oggi da “Il Messaggero“, il dibattito si sarebbe acceso sull’andamento del business, delle previsioni di fine anno e più in generale sull’andamento di DigiTim.  Sulle indiscrezioni del quotidiano romano si soffermano anche gli analisti di Equita che confermano la raccomandazione “buy” su Telecom Italia, sottolineando che al termine del board non è stato fornito “nessuno spunto operativo sul programma di cessioni”. In vista della pubblicazione dei risultati dei primi nove mesi che verranno approvati dal cda a inizio novembre gli esperti della sim milanese partono da quanto scritto da “Il Messaggero” che riferisce che il cda sarebbe preoccupato per il trend dei 9 mesi con un Ebitda di alcuni punti sotto budget. Equita Sim si attende un Ebitda di gruppo al 30 settembre 2018 in flessione del 3,3%, con le attività domestiche che dovrebbero mostrare un calo del 2,4 per cento. “Non è noto il budget 2018, mentre sul triennio l’attesa è di una crescita low-single-digit domestica”, ricordano da Equita.

 

I tre potenziali catalyst, secondo Mediobanca

 

Mediobanca Securities ribadisce, invece, i tre potenziali catalyst che potrebbero avere un impatto positivo su Telecom Italia. In particolare, gli analisti della banca di piazzetta Cuccia citano “gli aggiornamenti sul processo di separazione della Rete attesi nelle prossime settimane; la vendita di Sparkle (insieme a Persidera e, forse Inwit) che potrebbe generare fino a 4 miliardi di euro in contanti; infine i numeri del terzo trimestre che dovrebbero rassicurare investitori, nonostante la forte concorrenza nel settore mobile”. Da Mediobanca sottolineano che nessuna decisione è stata presa dal consiglio di amministrazione ma gli aggiornamenti potrebbero arrivare nelle prossime settimane.