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Telecom Italia: mancano poche ore all’importante Cda, focus su scorporo della rete

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Vigilia di Cda in casa Telecom Italia. Domani si riunisce il board del colosso italiano delle telecomunicazioni che dovrà iniziare a porre le basi per la strategia futura in vista della presentazione del nuovo piano industriale, in programma all’inizio di febbraio. I temi al vaglio del Cda hanno tutti grande importanza per il futuro del gruppo guidato da Franco Bernabè, a cominciare dallo scorporo della rete di accesso, l’asset più prezioso di Telecom Italia. Oltre allo spin-off il board analizzerà l’offerta di Naguib Sawiris e l’eventuale crescita in Brasile nella fibra ottica. Il processo di cessione di TI Media, la controllata che ha in pancia le emittenti e le frequenze televisive, potrebbe invece non avere a breve un lieto fine.

Il tema più delicato è senz’altro quello dello scorporo della rete di accesso. Il presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Franco Bassanini, ha dichiarato ieri che la CDP rimane interessata a rilevare una quota dell’asset, anche se la trattativa finora è stata complessa soprattutto per quanto riguarda la valutazione della rete. Favorevole allo scorporo si è detto oggi Fabrizio Decina, commissario dell’Agcom, secondo cui lo scorporo potrebbe aumentare la concorrenza e gli investimenti nella rete fissa delle telecomunicazioni.

L’obiettivo principale di Telecom Italia resta sempre la riduzione del debito, che entro fine anno dovrebbe scendere a 27,5 miliardi di euro dai 29,5 miliardi di fine settembre. Per accelerare questo processo nei giorni scorsi molti analisti avevano suggerito un taglio nella politica dei dividendi, considerando la strada dello scorporo una strada troppo complicata e con benefici difficilmente quantificabili.
 
Il Cda dovrà prendere in esame anche l’offerta dell’ex patron di Wind che ha messo sul piatto circa 3 miliardi di euro per entrare con forza nel capitale di Telecom Italia. Un’offerta che ha visto alzarsi pian piano il muro dei soci di Telco (Intesa SanPaolo, Generali, Mediobanca e Telefonica), contrari soprattutto ad un ingresso di Sawiris agli attuali pressi di mercato (circa 0,71 euro) e non con un premio rispetto ai corsi di Borsa.

Inoltre il board dovrà discutere del salto di qualità che Telecom Italia potrebbe compiere in Brasile con l’acquisto di Gvt,  controllata di Vivendi che permetterebbe al gruppo di Bernabè di essere più competitivo nella fibra ottica. Ma qui entra inevitabilmente in gioco il conflitto d’interessi di Telefonica, concorrente di Tim Brasil nel Paese carioca e al tempo stesso socio forte di Telecom Italia. Senza contare il prezzo visto che Vivendi non vorrebbe cedere la controllata a meno di 7 miliardi di euro.