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Telecom Italia: Letta, la rete è strategica. Catricalà: scorporo si può imporre per legge

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La rete di Telecom Italia è strategica per il Paese e non vogliamo perderla. E’ questo il messaggio lanciato da New York dal premier Enrico Letta che, in un’intervista a Bloomberg Tv, ha anche dichiarato che il livello degli occupati in Italia deve essere mantenuto. Sulla stessa lunghezza d’onda Antonio Catricalà, che durante un’audizione al Senato, ha sottolineato che la rete delle telecomunicazioni è un asset strategico per la crescita e lo sviluppo del Paese. A scendere in campo anche il presidente del Copasir che ha parlato di seri problemi di sicurezza nazionale perché la rete di Telecom è l’infrastruttura più delicata del Paese.

Il mondo politico è scosso all’indomani del blitz di Telefonica che, dopo un accordo raggiunto con i soci italiani di Telco (Intesa, Generali e Mediobanca), è salita nel capitale della holding che controlla Telecom Italia. La notizia era comunque nell’aria anche se la politica sembra essersi accorta solo oggi dell’importanza della rete delle telecomunicazioni. Catricalà ha dichiarato che il Governo è stato avvertito della salita degli spagnoli solo a cose fatte. Non solo. Il viceministro ha aggiunto che lo scorporo della rete, inteso come separazione societaria, si può imporre per legge.
 
Anche i vertici dell’ex monopolista, come dichiarato questa mattina dal presidente Franco Bernabè in un’audizione al Senato, hanno saputo del riassetto nella finanziaria dai comunicati stampa. Insomma nessuno sapeva niente: né il Governo, né il management di Telecom.

A livello strettamente finanziario la paura che serpeggia nelle ultime settimane riguarda un ulteriore downgrade da parte delle agenzie di rating, che porterebbe il maxi debito di Telecom Italia sotto il livello di “investment grade”. Rischio che, ha dichiarato Bernabè, potrebbe essere scongiurato attraverso un aumento di capitale. Secondo il top manager un’eventuale ricapitalizzazione ridarebbe solidità finanziaria e potenzierebbe i nuovi investimenti.
 
Inoltre Bernabè vede le giuste condizioni di mercato, come l’elevata liquidità, per riuscire a realizzare un aumento. Un altro rischio per Telecom Italia è quello di perdere la parte che negli ultimi anni ha garantito la tenuta dei margini, ovvero le attività in Brasile e Argentina. Bernabè ha infatti affermato che l’eventuale cessione di queste attività causerebbe un ridimensionamento di Telecom Italia. Se questo dovesse verificarsi, ha spiegato Bernabè, l’ex monopolista delle telecomunicazioni perderebbe il suo profilo internazionale e diventerebbe un operatore di dimensione esclusivamente nazionale.