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Telecom Italia e la grana bollette a 28 giorni, a rischio 1,5 miliardi (10% della capitalizzazione)

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Piazza Affari snobba per il momento il rischio di una maxi-multa per Telecom Italia sulla questione bollette a 28 giorni. Il titolo Telecom Italia viaggia in  rialzo (+0,7%) uniformandosi all’umore positivo del mercato. Il saldo a 12 mesi del titolo rimane ampiamente negativo (-12%) sottoperformando il mercato e  anche il settore tlc.

L’Antitrust ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di Tim, Vodafone, Fastweb, Wind Tre e dell’associazione di categoria Assotelecomunicazioni (Asstel) per accertare se si siano messe d’accordo e creato un cartello a danno dei consumatori. In particolare l’Antitrust vuole capire se le compagnie telefoniche abbiano coordinato la propria strategia commerciale, alzando le tariffe dell’8,6%, a seguito dell’introduzione dei nuovi obblighi regolamentari e normativi che impongono una fatturazione a 30 giorni e non più a 28.

Ieri la Guardia di Finanza ha perquisito le sedi delle tlc coinvolte alla ricerca delle prove di tali accordi. Alcuni giornali parlano della possibilità che l’indagine possa essere estesa all’originale passare al ciclo di fatturazione di 28 giorni nel 2015/2016.

 

Teoricamente, il potenziale impatto delle multe antitrust è piuttosto ampio e coinvolge fino al 10% del totale delle entrate annuali (ovvero oltre 3 miliardi di euro per l’industria). “Potenzialmente una notizia molto negativa per il settore – sottolineano gli analisti di Banca Akros – e per la sola Telecom Italia ciò potrebbe significare 1,5 miliardi di euro, il che implica il 10% del attuale capitalizzazione di mercato. Riteniamo che la probabilità di tale scenario sia piuttosto bassa, mentre il risultato finale potrebbe essere la riduzione dell’aumento di prezzo proposto”.

 

Ieri sera TIM ha ribadito di aver sempre operato nel rispetto della normativa vigente garantendo la piena collaborazione a tutte le Autorità di settore e la massima trasparenza ai propri clienti. TIM esclude categoricamente che ci sia stato qualsiasi coordinamento della propria strategia commerciale con altri operatori anche in merito alle modalità e alle tempistiche di ottemperanza alla legge 172/2017 che impone a tutto il mercato di adottare, entro il 5 aprile 2018, la cadenza di di fatturazione mensile per i servizi di rete fissa e mobile.